Roma, 18 feb – O sei vaccinato, o sei guarito, oppure non puoi lavorare. È questa la nuova condizione in cui sono costretti a vivere gli italiani sopra i 50 anni di età. Una condizione che odora sinistramente di Unione Sovietica, con Lenin che – sulla scorta di san Paolo – poteva sentenziare: «Chi non lavora neppure mangi». Solo che adesso al potere c’è Mario Draghi, non Stalin. E quindi, anche se vuoi lavorare per guadagnarti il tuo pane quotidiano, ciò non ti sarà permesso senza il super green pass, la tessera annonaria della nuova Italia draghiana: «Chi non si vaccina neppure mangi», recitano infatti le tavole della legge pandemica. Eppure, non tutti sono d’accordo con questa deriva leninista: a scagliarsi contro il vaccino obbligatorio per gli over 50, come sempre, c’è il cocciuto Massimo Cacciari, che proprio non ne vuole sapere di misure discriminatorie e vessatorie.

Il lavoro ai tempi del Covid (e di Draghi)

Essendo la novità di questi giorni, anche a Piazzapulita si parla di vaccino obbligatorio, e tra gli ospiti in collegamento c’è appunto Cacciari. In studio, invece, c’è Maurizio Landini, segretario generale della Cgil. Che non ha fatto poi molto per tutelare i lavoratori, visto che ogni restrizione del governo a loro danno è passata senza colpo ferire. Ma i sindacati, si sa, in Italia sono morti da quel dì.

Cacciari contro il vaccino obbligatorio

Ad ogni modo, quando Corrado Formigli domanda a Cacciari che cosa ne pensa del vaccino obbligatorio per gli over 50, il filosofo è già impostato in modalità polemica: «A me lo chiede? A me lo chiede?», è la domanda retorica di chi non ha mai approvato le misure draconiane del governo. «Lei sa benissimo come la penso su queste materie, è una cosa scandalosa. In nessun Paese al mondo è passata una norma di questo genere. In nessun paese al mondo c’è l’obbligo della vaccinazione per andare a lavorare. Nessun Paese al mondo», ripete con foga l’ex sindaco di Venezia. «In alcuni paesi, al massimo, solo per alcuni settori di lavoratori. Ma in nessun paese tutti i lavoratori. Punto, basta». E poi: «Vogliamo parlare ancora di questa faccenda? Di come è stata gestita la pandemia? Ma per carità. Comunque questa storia qui è uno scandalo. È uno scandalo». Difficile dargli torto.

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Valerio Benedetti

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1 commento

  1. Cacciari ha ragione, ho si cambia rotta ho finisce male e questa per carità non è una minaccia, ma e ciò che succederà in Italia fra non molto se rimarranno le attuali restrizioni. In altri paesi la situazione che stiamo vivendo in Italia, dove un noto lacchè della massoneria sovranazionale è un “ministro della salute”
    insieme al suo staff fanno praticamente quello che vogliono, avrebbe provocato l’intervento delle organizzazioni internazionali in difesa dei diritti civili!!!!!!

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