Roma, 25 dic – Il prezzo del gas sale alle stelle, ma per Federpetroli l’Italia non sfrutta ciò che possiede sul proprio territorio. E neanche troppo poco, visto che potrebbe coprire circa la metà del nostro fabbisogno, giacendo al momento inutilizzato. Così Michele Marsiglia, presidente di Federpetroli, nelle dichiarazioni rilasciate a il Giornale.

“Pozzi di gas non sfruttati”, dice Federpetroli

Dunque in Italia ci sarebbero pozzi di gas già perforati, ma non utilizzati, secondo la Federpetroli. Marsiglia così parla durante l’intervista: “Il caro gas? Non vorrei sembrarle presuntuoso ma ha sentito il ministro Roberto Cingolani? Ha appena suggerito di aprire dei pozzi che sono già stati perforati. Bene noi di Federpetroli lo proponiamo da anni”. E i rincari? “L’Italia è piena di pozzi di gas e petrolio già perforati, ma tappati in attesa delle concessioni indispensabili per la produzione. Quei pozzi si trovano in tutte le regioni, isole comprese, metterli in funzione non comporterebbe alcun impatto ambientale. Se lo facessimo soddisferemmo il 45% del nostro fabbisogno energetico”.

Perché i pozzi non vengono sfruttati?

Al giornalista che gli pone la domanda, Marsiglia risponde in un modo che forse denota impazienza: “Non lo chieda a noi. lo chieda ai politici. Non appena Cingolani ha messo sul tavolo quella proposta è stato subito attaccato. Peraltro il presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha definito il gas una componente fondamentale per il mix energetico italiano. Quindi il controsenso è evidente. L’Europa ci chiede usare il nostro gas, ma noi preferiamo acquistarlo altrove”.

Sulla politica per fermare l’inarrestabile caro bollette, invece, secondo Marsiglia “il presidente Draghi sta facendo un ottimo lavoro, però toccare gli oneri di sistema nella speranza di calmierare i prezzi dell’energia equivale a curarsi con l’aspirina. Si calma il dolore, ma non si risolve il male. In Italia va definita una strategia energetica. Avviare la transizione energetica in mancanza di fonti alternative a quelle fossili è un suicidio. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, i prezzi si impennano e si rischia lo stallo energetico”.

Transizione energetica: una politica “non chiara” e pericolosa per i prezzi

“La politica energetica indicata dalla Commissione non è chiara e questo genera prezzi fuori controllo. Ma non solo. Un transizione affrettata rischia persino di generare maggior inquinamento. Il nostro governo per evitare lo stallo energetico ha appena chiesto la riapertura di due centrali a La Spezia e a Gorizia che vanno a carbone. E questo non è certo il massimo in tema di sostenibilità. Nel Mediterraneo c’è tanto gas e l’Eni ha scoperto un pozzo importantissimo davanti alle coste dell’Egitto”. E sulla Libia chiude: “Finché non c’è stabilità è difficile investire, ma l’Italia deve guardare al futuro. C’è una parte dell’industria energetica libica che va completamente ristrutturata: E ci sono tre quarti della Libia ancora da esplorare. Quindi gli investimenti libici restano importanti per il futuro delle nostre aziende”.

Stelio Fergola

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3 Commenti

  1. Perché bisogna impattare sempre e solo contro mondi a noi ostili ? Riprendiamoci anzitutto verso il nord Europa, la Russia, remando seriamente contro (qui sì) chi ce lo impedisce ! Altrimenti finiremo per mendicare e basta.

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