Roma, 25 dic – Il Natale 2022 sarà ricordato per il lancio del più grande telescopio spaziale al mondo, il James Webb, che avverrà oggi 25 dicembre 2021, alle 13:20 ora italiana, dal Centro Spaziale Europeo nella Guyana Francese con un razzo Ariane 5, come riporta l’Ansa.

Il telescopio spaziale James Webb

Il telescopio spaziale James Webb sarà insomma una gioia natalizia per gli astrofisici di ogni parte del globo. Un progetto lungo e più volte ritardato (il precedente giorno previsto per il lancio era stato il 22 dicembre, tre giorni fa, e c’era stato un precedente rinvio di un mese), ma anche un’odissea di programmazioni e costi. Ma oggi finalmente dovremmo esserci: il James Webb è pronto a decollare.

La storia del telescopio spaziale inizia nel 1996: quindici nazioni concorrono alla sua costruzione insieme a tre agenzie spaziali (Usa, Ue e Canada): il primo lancio era stato previsto nel 2007, e da lì c’è stato il primo pesante rinvio: 15 anni. Senza contare il costo complessivo, previsto originariamente nell’ordine di un miliardo per poi arrivare agilmente a 10 fino ad oggi, come pubblica il Sole 24 Ore.

La trepidazione degli astrofisici

Un progetto tanto costoso non può che generare apprensione, per la paura della scarsa riuscita, di imprevisti, e in queste ore gli astrofisici mondiali saranno in comprensibile tensione. Il telescopio spaziale è già stato montato alla sommità del vettore europeo Ariane 5, alla base di lancio in Guyana.

Ariane 5 finora ha un “curriculum” perfetto per quel che riguarda i lanci: il suo compito sarà quello di spingere in modo che il James Webb – dal peso complessivo di più di 6mila chili, arrivi nel punto dello spazio chiamato L2, vicino alla terra: questo punto è in realtà del tutto immaginario, ed è distante circa 1,5 milioni di chilometri. Esso è stato calcolato da Jean Louis Lagrange, un matematico italiano, nonostante nome e cognome: a detta degli scienziati, il calcolo è stato fatto in modo da compensare le forze di attrazione di Sole e Terra, in un equilibrio non stabile ma sufficiente per farvi risiedere il telescopio senza doverne correggere la posizione continuamente.

Per cominciare a funzionare con regolarità, al James Webb occorreranno circa sei mesi di messa a punto e di test di funzionamento “dal momento in cui i 18 specchi esagonali verranno dispiegati per formarne uno unico e perfetto da 6,5 metri, pronto a raccogliere la luce infrarossa che arriva dagli oggetti celesti: prove su prove per arrivare alla precisione voluta, gli specchi devono essere posizionati con molto meno di un millimetro di tolleranza rispetto a quanto calcolato”.

Alberto Celletti

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3 Commenti

  1. Certo che se lavorano nel macro come hanno appena lavorato nel micro, pure impossessandosi, democraticamente s’ intende, dei mezzi altrui, a posto siamo! Vedremo altre “stelle” sicuramente.

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