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Roma, 5 mar – L’emergenza coronavirus fa chiudere pure il Parlamento. A prendere la decisione è la conferenza dei capigruppo: a marzo le sedute della Camera saranno aperte solo il mercoledì, mentre le commissioni si riuniranno esclusivamente per i provvedimenti urgenti. Nonostante la netta riduzione del calendario di lavoro, almeno i question time si svolgeranno normalmente.



Prossima apertura mercoledì 11: si vota sullo sforamento del deficit

Prossima apertura, quindi, mercoledì 11 marzo, alle 11.30, si svolgerà il voto della Camera sulla relazione del governo al Parlamento per lo sforamento del deficit. La richiesta che il governo giallofucsia vuole fare all’Unione europea è di sforare il rapporto deficit/Pil per l’emergenza coronavirus: si parla di una cifra di almeno 3,6 miliardi, ma lo sforamento dovrà prima ottenere il via libera da parte del Parlamento.

Possibile rinvio del referendum per il taglio dei parlamentari

Il governo sta anche valutando la possibilità di rinviare il referendum per il taglio dei parlamentari, previsto per domenica 29 marzo ma difficilmente realizzabile vista la situazione di emergenza nazionale. In tal senso è al vaglio anche l’ipotesi di un accorpamento della consulta popolare con le prossime elezioni regionali. Per spostare la consultazione popolare senza una nuova legge occorrerebbe un decreto del presidente della Repubblica, che andrebbe emanato entro il 23 marzo, così da far svolgere il referendum in una data compresa tra il 50esimo e il 70esimo giorno successivo al decreto. Tuttavia, a prescindere dagli aspetti tecnici, dal Colle arriverebbe l’indicazione che la decisione in realtà spetti al governo, una volta sentite le forze di maggioranza e quella di opposizione. La palla quindi potrebbe passare al ministero dell’Interno, che dovrebbe convocare il Comitato promotore dei senatori che hanno raccolto le firme e chiesto l’indizione del referendum. Con il loro via libera, e quello delle forze politiche, si potrebbe emanare un decreto da far votare in Aula. Il rinvio insomma appare molto probabile, considerando il fatto che il 29 marzo – con l’Italia alle prese con l’epidemia – andare alle urne potrebbe essere addirittura un rischio, in termini di contagio.

Ufficiale: referendum rinviato

Il Consiglio dei ministri ha deciso di rinviare il referendum sul taglio dei parlamentari, previsto per il 29 marzo, a data da destinarsi. “Il Governo – ha dichiarato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà – ha ritenuto opportuno rivedere la decisione circa la data del referendum che era stata fissata prima dell’emergenza sanitaria, allo scopo di assicurare a tutti i soggetti politici una campagna elettorale efficace e ai cittadini un’informazione adeguata. Le procedure referendarie in Italia e all’estero dunque si sospendono e saranno rinnovate quando sarà fissata una nuova data per il referendum. La legge ci consente di fissare la nuova data entro il 23 marzo 2020, in una domenica compresa tra il 50° ed il 70° giorno successivo all’indizione”.

Adolfo Spezzaferro

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