Roma, 10 nov – “Dal primo dicembre terza dose per chi ha tra 40 e 60 anni“: a dare l’annuncio è il ministro della Salute Roberto Speranza durante il question time alla Camera. Il governo punta a prorogare l’obbligo del green pass a lavoro fino all’estate prossima per costringere i cittadini a farsi la terza dose. Non a caso l’esecutivo Draghi ha stanziato per l’anno prossimo 1,8 miliardi di euro in vaccini anti Covid.



Speranza: “Terza dose assolutamente strategica”

“Annuncio un ulteriore passo avanti: dal primo dicembre saranno chiamati a dose di richiamo anche chi ha tra 40 a 60 anni. La terza dose è assolutamente strategica per la campagna vaccinale: siamo all’83,7% di persone che hanno completato il ciclo vaccinale. Il richiamo ad oggi è stato offerto 2,4 milioni di persone. Dobbiamo insistere: ogni singolo vaccino in più ci permette di avere un scudo in più“, afferma Speranza alla Camera. La ragione ufficiale per rifilare la terza dose via via a tutti è che la copertura del vaccino cala nel tempo.

Ecco chi sta già facendo il richiamo

Come è noto, fino a questo momento la somministrazione della terza dose era raccomandata per tutte le persone sopra i 60 anni, per il personale e gli ospiti delle Rsa (l residenze sanitarie per gli anzani), per gli operatori sanitari, per i soggetti fragili anche sotto i 60 anni (ma maggiorenni), per tutti gli immunodepressi. Questi ultimi possono richiedere la terza dose già 28 giorni dopo il completamento del ciclo vaccinale. Tutti gli altri appartenenti a queste tipologie possono farlo solo dopo sei mesi, indipendentemente dal tipo di vaccino usato. Dal canto loro, le regioni stanno effettuando la vaccinazione di questi soggetti (qui i dati aggiornati). Ma adesso il governo – che vorrebbe (inutilmente e pericolosamente) immunizzare persino i bambini – accelera per spingere al vaccino il resto della popolazione.

Per la terza puntura solo Pfizer o Moderna

In Italia, indipendentemente dal vaccino utilizzato per il primo ciclo vaccinale completo (Astrazeneca, Moderna, Pfizer, Johnson&Johnson) si utilizza come dose “booster” esclusivamente uno dei due vaccini a m-Rna (ossia Pfizer o Moderna). Nel caso di Moderna, per il richiamo è sufficiente una dose dimezzata.

Green pass, governo valuta se modificare quello per i guariti

Sul fronte dell’obbligo di certificazione verde, Speranza spiega che “il Cts ha rappresentato che la norma che ha consentito l’estensione da 9 a 12 mesi del green pass per i vaccinati è stato frutto di un’unica e univoca volontà parlamentare. L’estensione del green pass fino a 12 mesi potrà essere rivista in futuro se emergeranno nuovi dati o studi”, chiarisce il ministro. Allo stato attuale, “la durata” del green pass “per i soggetti guariti è di 6 mesi e per i vaccinati è di 12 mesi. Il governo intende avviare un percorso di approfondimento per acclarare se vi siano le condizioni per valutare diversamente il certificato verde rilasciato ai guariti – anticipa Speranza -. Le evidenze suggeriscono che il rischio di reinfezione è basso se l’esposizione a una variante si verifica entro 3-6 mesi dalla diagnosi iniziale”.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Continue dosi di Speranza + continue dosi di pseudo-vaccino e passiamo dalla valutazione circa una probabile gestione criminale del sino-virus al ridicolo… Siamo già al come sdrammatizzare ?

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