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Roma, 7 gen – Il celebre teorico della Nuova Destra francese, Alain de Benoist, profetizza un’alleanza dei partiti populisti che farà collassare l’Unione europea. Lo ha affermato in un’intervista a La Verità, il quotidiano diretto da Belpietro. Infatti, l’intellettuale francese ha confessato: «Credo a un’implosione dell’Unione europea». Anche se non in tempi brevi, perlomeno non subito dopo le elezioni di maggio: «Ma una maggioranza euroscettica consacrata dalle urne sarebbe già di per sé l’equivalente di un tuono». E alla domanda su quali scenari si aprirebbero per il Vecchio Continente, de Benoist risponde: «La storia è aperta. Ma sul mondo incombono tre minacce», e cioè «un’esplosione demografica, che è una delle cause dell’immigrazione, una nuova crisi finanziaria e un disastro ecologico».

Per de Benoist, autore del fortunato volume Populismo: la fine della destra e della sinistra (Arianna editrice, 2017), il fenomeno populista ha portato al definitivo tramonto della «dicotomia tra destra e sinistra», peraltro già «obsoleta da tempo». «È chiaro che, con la crescita del populismo, l’asse verticale popolo-élite sta sostituendo l’asse orizzontale destra-sinistra», ha aggiunto. Secondo de Benoist, dunque, «oggi, nella società globale, le élite rappresentano una casta interessata ai suoi privilegi esclusivi, che gradualmente si è staccata dal popolo. In questo senso, i populisti sono perfettamente giustificati se si oppongono alle élite che li ignorano, li umiliano e li sottopongono a una triplice esclusione, culturale, sociale e politica».

E sulla rivolta dei gilet gialli, il teorico della Nouvelle Droite avverte: «Se i gilet gialli presentassero una loro lista indebolirebbero le opposizioni e farebbero vincere i sostenitori di Macron». «È il motivo per cui l’Eliseo sta spingendo sottobanco per la costituzione di una loro lista», rivela de Benoist. Che poi spiega: «A mio parere, l’interesse dei gilet gialli è di non cedere a questa tentazione. La loro forza sta proprio nel fatto che agiscono al di fuori di partiti e sindacati. Devono rimanere plurali, elusivi, incontrollabili, non trasformarsi in un partito». E sui sondaggi che danno il Rassemblement national della Le Pen in testa, de Benoist è sicuro: «La rivolta dei gilet gialli gli ha giovato più di quanto non abbia giovato alla France insoumise di Jean-Luc Mélenchon».

Ma non è in Francia l’epicentro della rivolta populista, bensì nell’Italia gialloverde: «Come sempre – spiega de Benoist – da voi la situazione politica si è evoluta a una velocità straordinaria. La formazione del governo populista è stata avvertita ovunque come un evento storico. Chi con simpatia, chi con paura, ma tutti oggi guardano all’Italia come al “laboratorio del populismo”». E purtuttavia il teorico francese esprime seri dubbi e perplessità sulla tenuta del governo gialloverde: «Una rottura tra Lega e 5 stelle è una possibilità concreta: sia per via di differenze programmatiche, sia per via di questioni personali, sia, ancora, per via di possibili difficoltà a governare». Così parlò Monsieur de Benoist.

Valerio Benedetti

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