Roma, 26 set – Ciao ciao, Luigi Di Maio, il prossimo Parlamento non ti ospiterà più. E noi non possiamo che esprimere soddisfazione a riguardo. Anche perché in noi stessi albergava il timore che questo giorno non sarebbe arrivato tanto presto.

Di Maio, il Parlamento, lo guarderà in tv

Proprio così. Dopo una campagna elettorale – specialmente nelle ultime settimane – oltre i limiti del ridicolo, Luigi Di Maio ha raccolto ciò che ha seminato: il nulla. Un niente politico, ma anche forse umano, visto che, come molti del suo partito politico d’origine, aveva fatto il suo ingresso nelle stanze che contano con quei proclami di onestà e coerenza i quali, oggi, fanno semplicemente ridere a crepapelle. Dall’antieuropeismo all’europeismo (addirittura prima della formazione del governo gialloverde), dall’anti-piddinismo, il cui ultimo squillo era stato l’ormai celebre “mai con il partito di Bibbiano”, alla svendita sotto ogni profilo pur di mantenere la proverbiale “poltrona”. Una “poltrona” che come retorica – diciamolo pure – è ormai pure inflazionata, nel senso critico del termine. Ma Giggino supera anche la noia dell’espressione modaiola e la rende incredibilmente concreta. Perché lui la poltrona l’ha inseguita più di qualsiasi altro, senza neanche cercare di non darlo troppo a vedere, se non altro per una questione di dignità.

Giggino, il silenzio tombale su Facebook

Com’era prevedibile, domina il silenzio sulla pagina Facebook dell’ormai ex-ministro. L’ex alleato di governo Matteo Salvini se non altro al governo probabilmente ci andrà. E con tutte le critiche dovute alla Lega, l’immagine decadente dell’ex capo politico del Movimento 5 Stelle non ha rivali, e forse non deve averne nemmeno. Caro Di Maio, dire che non ci mancherai è un’ovvietà, ricordare quanto la politica potrai vederla soltanto in televisione, una soddisfazione da esprimere con puntualità e, forse, perfino senso del dovere.

Stelio Fergola

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3 Commenti

  1. spero che ci siano moltissimi trombati eccellenti…
    gli italiani hanno un sacco di sassi nelle scarpe,che non vedono l’ora di togliersi:
    a cominciare da letta,dalla boldrini e dalla cirinnà

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