Roma, 10 gen – Un incontro bilaterale affatto banale, un colloquio che apre diversi scenari interessanti per quanto riguarda la collaborazione tra Italia e Giappone. Un faccia a faccia fra Giorgia Meloni e il primo ministro nipponico Fumio Kishida prima saltato e poi riprogrammato. I due capi di governo si sarebbero dovuti incontrare a Bali, durante il G20 dello scorso novembre, ma il colloquio previsto saltò a causa di una serie di cambiamenti di programma. Malelingue parlarono di “sgarbo” della Meloni, in realtà impegnata a gestire un’agenda decisamente fitta. Nessuno strappo effettivo dunque, fra Roma e Tokyo i rapporti non si sono mai incrinati davvero. Anzi, migliorano e si aprono adesso prospettive da valutare bene, perché potrebbero suggellare una sorta di patto particolarissimo. Vediamo nel dettaglio i principali progetti e gli obiettivi condivisi da Italia e Giappone.

Incontro tra Meloni e Kishida: ecco di cosa parleranno

G7 – Attualmente il Giappone guida il G7. Una presidenza che culminerà tra il 19 e il 21 maggio 2023 con un summit a Hiroshima. L’Italia succederà al Giappone nella presidenza, quindi l’incontro tra Meloni e premier nipponico servirà anche ad affrontare il passaggio di consegne. Di per sé, formalità e poco più, ma anche la forma in diplomazia è sostanza e richiede i giusti passi.

Difesa – Al centro del colloquio ci sarà sicuramente il progetto denominato “Tempest“, ovvero il jet di sesta generazione partorito dalla collaborazione tra Tokyo, Rome e Londra. Un caccia supersonico che rimpiazzerà l’Eurofighter Typhoon. E’ particolarmente rilevante perché è la prima volta che il Giappone prende parte a un progetto in ambito di Difesa con partner che non siano gli Stati Uniti. Tre le società coinvolte: la britannica BAE Systems, l’italiana Leonardo e la nipponica Mitsubishi Heavy Industries.

Il Giappone intende ampliare collaborazioni e partenariati alla luce, in particolare, del bilancio della Difesa che il governo di Tokyo ha deciso di incrementare sensibilmente per il periodo 2023-2027: circa 43 mila miliardi di yen, pari a 318 miliardi di dollari, messi sul piatto. Un cambiamento epocale, parliamo di un aumento superiore al 50% rispetto all’attuale piano di spesa quinquennale nipponico. Fondi che verranno impiegati in buona parte anche per potenziare l’industria bellica, come deterrente fondamentale per quella che i giapponesi considerano la principale minaccia: la Cina.

Treni – A molti sembrerà strano, eppure uno dei progetti più avanzati tra Italia e Giappone è relativo proprio al campo ferroviario. La nipponica Hitachi Rail e Trenitalia hanno infatti sviluppato il “Blues”, nientemeno che il primo treno ibrido. Il Blues è in servizio in Sicilia da dicembre 2022, “mentre nel 2023 sarà progressivamente a disposizione dei passeggeri di Toscana, Lazio, Calabria e Friuli-Venezia Giulia”, segnala Fs News.

Energia e tecnologia – Diversi i programmi d’investimento comune, in particolare fra Eni ed Euglena, società biotecnologica giapponese. Obiettivo principale: l’apertura di una bioraffineria nel Sudest asiatico, probabilmente in Malaysia. Ma la collaborazione tra Italia e Giappone può rafforzarsi, ed estendersi, anche in materia di nuove tecnologie, farmaceutica, robotica, e aeronautica.

Eugenio Palazzini

 

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1 commento

  1. Abbiamo molto da imparare e collaborare con il Sol di Levante, quindi bene. Però senza dimenticare mai che sono degli isolani. Con specifici pregi e difetti degli isolani. Arrivano, arrivano, ma con tempi e modi molto diversi dai ns.

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