Roma, 31 mar – C’è la data per l’election day (amministrative e referendum insieme): è il 12 giugno. Il Consiglio dei ministri ha ufficializzato le date delle elezioni amministrative: 12 giugno il primo turno, secondo turno il 26 giugno e referendum sulla giustizia il 12 giugno. Lo riferisce su Twitter il deputato dem Stefano Ceccanti e lo confermano fonti ministeriali.

Election day 12 giuno: primo turno amministrative e referendum

Il prossimo 12 giugno pertanto in Italia si apriranno le urne per il primo turno delle elezioni amministrative 2022. E in contemporanea, la stessa domenica, per i cinque referendum sulla giustizia (fortemente voluti dalla Lega, insieme con i Radicali) che hanno ottenuto il via libera della Corte Costituzionale. Sulla falsa riga dell’election day di settembre 2020 quando, a causa delle restrizioni anti Covid, si decise di far svolgere negli stessi due giorni regionali, amministrative, suppletive e il referendum sul taglio dei parlamentari.

Colpaccio Lega, che spera di raggiungere il quorum

Per contenere i costi la scelta di accorpare referendum e amministrative è stata inevitabile. Un colpaccio per la Lega che, così facendo, spera di poter raggiungere il quorum del 50% dei votanti per i referendum proposti. La scelta del 12 giugno come data delle elezioni amministrative e dei referendum è dettata anche da motivazioni pratiche: l’anno scolastico terminerà il 10 giugno.

Circa mille Comuni chiamati alle urne. Quattro i capoluoghi di regione: Genova, L’Aquila, Catanzaro e Palermo

Saranno circa mille i Comuni chiamati a eleggere un nuovo sindaco. Per i centri con più di 15mila abitanti, è previsto poi un ballottaggio dopo due settimane se nessuno dei candidati dovesse riuscire a ottenere la maggioranza assoluta, o il 40% in Sicilia, al primo turno. In totale saranno ventiquattro i capoluoghi di provincia interessati da questa tornata delle amministrative, tra cui anche quattro capoluoghi di regione: Genova, L’Aquila, Catanzaro e Palermo.

I cinque quesiti sulla giustizia

Saranno invece cinque i quesiti sulla giustizia, a essere sottoposti al parere degli italiani: riforma del Csm, equa valutazione dei magistrati, separazione delle carriere dei magistrati, custodia cautelare, abolizione della legge Severino. Non sono stati dichiarati ammissibili invece dalla Consulta il referendum sulla cannabis, quello sull’eutanasia e quello sulla responsabilità civile dei magistrati.

Adolfo Spezzaferro

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