Roma, 31 mar — Volevano scegliere il sesso del loro bambino — una femmina — concepito con la fecondazione in vitro, ma è nato un bimbo, che orrore: così una coppia di lesbiche ha citato in giudizio la clinica di New York che aveva loro rifilato la «sòla».

Coppia lesbica voleva una bambina…

E’ la triste storia di Heather Wilhelm-Routenberg e sua moglie Robin, ansiose di costruirsi una famiglia arcobaleno ma rigidamente inflessibili sul sesso del nascituro, che doveva essere rigorosamente femmina, poiché Heather aveva subito il trauma di «essere stata aggredita sessualmente in due diverse occasioni» da uomini. E siccome nelle cliniche dove si pratica la fecondazione artificiale bastano i dané per esaudire ogni desiderio degli aspiranti genitori, le due «mamme» avevano scelto di avere una figlia. «Non volevamo avere un bambino a causa del comportamento aggressivo dei ragazzi» e della «mascolinità tossica». Per l’amor del cielo: se è questo quello che pensano degli uomini, cioè che un bambino ha il gene del male nel proprio corredo cromosomico, è decisamente saggio non lasciargliene uno da crescere.

…ma si ritrova con un maschietto 

La coppia, fa sapere il NYPost, ha scoperto il sesso del nascituro quando Heather era incinta di 15 settimane. Ora Heather e Robbie stanno facendo causa alla struttura per 11 capi di imputazione, tra cui violazione del contratto e negligenza medica. Quella della coppia lesbica in questione «non era una preferenza, era una necessità», ha spiegato Heather. Essere incapaci di voler bene a un bambino, un essere privo di colpa, per un trauma pregresso. «Non avevo alcun legame con il bambino dentro di me. Ho pensato di regalarlo  ai suoi veri genitori. Ho cercato di non pensare di essere incinta». Fareste allevare un figlio a una persona che detta «condizioni affettive» come per un cane da compagnia? «Ero così furiosa. L’ho vissuto come un profondo tradimento. Come cazzo fai a incasinarmi così tanto?». Evidentemente qualcuno pensa che questo rientri nella normalità. Il figlio della coppia è nato nel dicembre 2020. Heather dichiara di aver sofferto di depressione post-partum dopo la sua nascita.

Nonostante Heather ammetta che il bambino «è un essere innocente», continua a pensare che il suo posto nel mondo non sia meritato: «non meritava niente di tutto questo», cioè la sua venuta al mondo. A questo punto, ci asteniamo dal commentare.

Cristina Gauri

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