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omofobiaRoma, 3 giu – Vittime della loro stessa mentalità. Gli amministratori della pagina Facebook “I sentinelli di Milano”, un gruppo “antiomofobo”, stanno facendo un gran baccano per essere stati bloccati dal social network per… omofobia. Tutto questo perché hanno pubblicato un post ironico sul numero di telefono anti-gender promosso dalla Regione Lombardia utilizzando la parola “frocio”. Tanto è bastato a Facebook per considerare il post omofobico e comminare una sospensione agli otto amministratori della pagina, diversa in in base alla recidiva di ognuno di loro.

Così, se alcuni non potranno usare il loro profilo per poche ore, a Luca Paladini, ex portavoce dei Sentinelli, oggi candidato con Sinistra x Milano, tocca un blocco di un mese, a causa delle ripetute violazioni. “Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere, essere bloccati per un presunto contenuto omofobico, quando invece volevamo denunciare l’omofobia del provvedimento della Regione è il colmo”, dice Paladini, che si lamenta anche per il danno subito dal punto di vista elettorale. Ma, in questi giorni, sono moltissimi i candidati che, per i motivi più svariati, hanno subito arbitrari ban dal social network, ormai diventato una sorta di agorà parallela eppure gestita secondo criteri autoritari e regole di accesso imperscrutabili, anche se non tutti la stanno facendo così tanto lunga. Certo, subire il ritorno di fiamma dell’isteria “anti-omofobica” che si è contribuito a diffondere ha un po’ il sapore della legge del contrappasso. Avete voluto la polizia del pensiero? Godetevela.

Roberto Derta

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