Roma, 3 set – I paesi del G7 hanno deciso per un tetto al prezzo del petrolio russo, come riporta l’Ansa. La sensazione è che ci troviamo in una fase di svolta critica della guerra economica tra occidente e Mosca. Vediamo perché.

G7, tetto al prezzo del petrolio russo

I ministri delle finanze dei cosiddetti “sette grandi” (Usa, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Canada) si sono riuniti virtualmente per poi definire i dettagli del piano. Ovvero, formare un cartello di acquirenti che dal G7 si estenda per limitare il prezzo del petrolio russo. Una misura ritenuta urgente, con l’idea di rendere la coalizione la più ampia possibile. Si tratta, in buona sostanza, di una nuova evoluzione delle sanzioni, che mira a colpire il Cremlino nella sua azione di guerra con l’Ucraina.

I ministri del G7 così si eprimono nella dichiarazione finale: “Il price cap sarà fissato a un livello basato su una serie di dati tecnici e sarà deciso dall’intera coalizione prima della sua attuazione”. Inoltre, i prezzi futuri saranno “comunicati pubblicamente in modo chiaro e trasparente”.Ovviamente, piena “approvazione” da parte di Washington. Il segretario al Tesoro statunitense, Janet Yellen, ritiene che il tetto sia un potente strumento contro l’inflazione. Per gli Usa, “il G7 ha compiuto un passo avanti fondamentale per raggiungere il nostro doppio obiettivo di abbassare le pressioni sui prezzi energetici e negare a Putin i ricavi per finanziare la sua brutale guerra in Ucraina”.

Von der Leyen: “Imponiamolo anche al gas”

Il presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen segue la scia della decisione del G7 e chiede insistentemente un tetto anche al prezzo del gas: “Putin preferisce bruciare il gas piuttosto che venderlo all’Europa o ad altre regioni secondo i contratti. Per questo bisogno intervenire. Credo fermamente che sia giunto il momento di fissare un tetto massimo al prezzo sul gas russo esportato in Europa”. Così scrive la Von der Leyen alla riunione dei conservatori tedeschi della Csu/Cdu riuniti in Baviera, durante la riunione dei sette.

La reazione di Mosca: “Venderemo ad altri”

Naturalissima la reazione di Mosca, che minaccia di interrompere definitivamente le forniture ad Ovest. A parlare è ancora l’ex presidente russo Dmitry Medvedev, che ha commentato su Telegram così, seccamente, la decisione: “Venderemo ad altri”. Anche Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, si pone sulla stessa linea: forniture di interrotte per i Paesi che seguiranno la linea del G7 di imporre un tetto al prezzo del petrolio. Nel frattempo, Gazprom rende noto che ci sarebbe ulteriori “guasti tecnici” che impedirebbero ancora la fornitura di gas, la quale non è ripresa alle 2 di questa notte, come inizialmente previsto.

Alberto Celletti

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