Roma, 7 gen – Il bambino spara all’insegnante e la ferisce gravemente. Accade ancora una volta negli Usa, Paese che non trova quiete su un ambito, quello delle “sparatorie facili”, che lo ha sconvolto per tutto l’anno appena passato.

Virginia, un bambino spara all’insegnante

Se nella primavera del 2022 già un bambino di 10 anni aveva minacciato una sparatoria, agli inizi di questo 2023 il quadro diventa ancora peggiore, ed è un bambino – stavolta di 6 – a rendere perfino concreta un’azione così violenta, aprendo il fuoco contro un’insegnante della sua scuola, una donna di 30 anni, come riporta l’Ansa. Il fatto è ancora più grave se si pensa alle prime dichiarazioni delle forze dell’ordine locali. Perché chiunque, pensando all’età del soggetto in questione, ancora inferiore a quella di un minore che si avvia verso l’adolescenza, potrebbe pensare a una circostanza tragica, frutto di imprudenza relativa alla già citata e criticata faciltà di reperire armi negli Stati Uniti. Invece le dichiarazioni della polizia locale fanno venire i brividi ai polsi: secondo quanto affermato dagli agenti, non sarebbe stato un incidente. Il che porta a recepire uno scenario ancora più agghiacciante.

La donna ora è in pericolo di vita

La buona notizia – se è possibile trarne una – è che nessun altro studente sia rimasto ferito, alla Richneck Elementary School, istituto della città costiera di Newport News, dove è avvenuto il misfatto. Ma il bambino, “aspirante killer” di insegnante, attualmente è in stato di fermo. Ancora non è noto come il piccolo sia riuscito a prendere possesso dell’arma. Gli altri bimbi sono stati portati nella palestra della scuola e sono stati riuniti ai genitori. La vittima, nel frattempo, è ora in pericolo di vita. Secondo quanto riporta Reuters, il capo della polizia Steve Drew starebbe monitorando le sue condizioni, che attualmente presenterebbero qualche miglioramento.

Un Paese fuori controllo

Questo sono, in definitiva, gli Stati Uniti: una società allo sbando, al netto dello strapotere economico che rappresentano. Scheggie impazzite in cui ogni eccesso sembra legittimato, sia dal punto di vista socioeconomico che – nella fattispecie – relativo alla tranquillità della convivenza pacifica. Il presidente americano Joe Biden, l’anno scorso, aveva pure avuto l’ardire di chiedersi come mai certe stragi avvenissero soltanto in casa loro. Magari farsi qualche domanda in più sul caos che contraddistingue la società americana praticamente da sempre sarebbe più saggio, per chi dirige una Nazione così turbolenta.

Alberto Celletti

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