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Roma, 22 set – Ipotesi decurtazione di 250 euro al giorno sulla diaria per i deputati senza green pass. E’ questa la sanzione sul tavolo per gli onorevoli che dal 15 ottobre (secondo il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale) non si adegueranno e si presenteranno senza certificazione verde. Oltre alla decurtazione della diaria gli sarebbe impedito di partecipare ai lavori in Aula e nelle commissioni. A tal proposito, ovviamente la decisione sarà sempre legata alle scelte dei capigruppo. In ogni caso il green pass sarà obbligatorio per tutti – non solo per gli onorevoli. Per questi ultimi il costo dei tamponi sarà a carico del fondo di solidarietà alimentato dai loro contributi.



Green pass, possibile decurtazione di 250 euro al giorno per i deputati senza

La questione della decurtazione dunque si aggiunge alla discussione sul green pass dopo le 4 fiducie poste dal governo in 48 ore al Senato, una delle quali proprio sul certificato verde. E c’è da scommetterci che la proposta di decurtare la diaria – quando invece i lavoratori “normali” restano direttamente senza stipendio – scatenerà nuove polemiche. Sul tema della certificazione obbligatoria per entrare in Parlamento, il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto interviene a Rai News 24. “E’ corretto e doveroso che i parlamentari siano soggetti alle regole di tutti i lavoratori e addirittura diano l’esempio. Penso, in ogni caso, che nessuno sarà così avventato da entrare in Aula senza green pass“, dice. E sulle assenze tra i banche della Lega nel voto di fiducia sul green pass Sisto minimizza. “Con una maggioranza molto ampia talune fibrillazioni sono naturali, quasi fisiologiche – spiega -. Credo che le assenze nel voto tra i leghisti abbiano un valore meramente episodico, non vedo segnali di pericolo per il percorso del governo”.

Intanto c’è chi promette battaglia per il 15 ottobre

In vista del 15 ottobre tra i parlamentari c’è chi promette battaglia. “Non solo non esibirò alcun green pass per entrare in Parlamento. Forzerò ogni blocco e se mi dovessero mettere le mani addosso, li denuncerò alla procura“, Parola di Gianluigi Paragone, ex senatore M5s, passato al Misto. Dal canto suo invece, il leghista Claudio Borghi avverte: “Sono contrario all’estensione dell’obbligo di green pass per accedere in Parlamento. Intendo aspettare che il provvedimento arrivi in Aula e lì posso adire la Corte costituzionale“, spiega il deputato. Staremo a vedere.

Adolfo Spezzaferro



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