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Roma, 12 feb – Oggi al Senato si voterà per approvare o meno l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini per il caso Gregoretti. L’ex ministro dell’Interno è accusato di sequestro di persona aggravato dall’abuso dei poteri per aver ritardato lo sbarco di 116 immigrati irregolari a bordo della nave della Marina militare Gregoretti in attesa di trovare accordi a livello Ue per la ridistribuzione. La relatrice Erika Stefani della Lega dopo aver illustrato il lavoro svolto dalla Giunta per le immunità, spiegherà come si è arrivati al voto con il quale è stata accolta la richiesta del Tribunale dei ministri di Catania. Poi si aprirà il dibattito durante il quale Salvini dovrebbe intervenire per dimostrare di aver agito nell’interesse della nazione.

Salvini: “A processo per spiegare ai miei figli che papà non è un delinquente”

Come è noto, Salvini vuole farsi processare. Volontà ribadita ieri alla riunione con i senatori leghisti, in cui ha dato indicazione di non votare e ha ribadito di voler andare a processo per i suoi figli: “Ho la necessità di spiegargli che papà non è un delinquente“. Nella giornata di ieri, parlando da Venezia, il leader del Carroccio ha mostrato una certa “tranquillità” derivante “dalla certezza di non avere commesso reati, dalla certezza che questo processo sia giuridicamente basato sul nulla e dalla certezza di non essere un vile sequestratore di donne e bambini“.

Renzi: “Lo accontenteremo”

Dal canto suo, il leader di Italia Viva Matteo Renzi, intervistato dal Tg5, ha dichiarato: “Salvini ha chiesto di essere processato, e noi lo accontenteremo“. E ha aggiunto: “Penso che sulla vicenda Gregoretti Salvini abbia sbagliato politicamente, ma faccio fatica a vedere un reato“. “Però se il magistrato chiede un processo è giusto che ci sia e Italia Viva ne aspetterà l’esito. Poi Salvini va battuto politicamente e non nelle aule dei tribunali“, ha sottolineato Renzi.

L’ordine del giorno di Fratelli d’Italia e Forza Italia

Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno deciso di presentare un ordine del giorno in cui si chiede al Senato di negare l’autorizzazione a procedere su cui la Giunta per le Immunità aveva già dato il suo assenso lo scorso 20 gennaio. Secondo FI e FdI “il Senato non potrebbe mai prescindere dalla valutazione oggettiva del precedente della Diciotti e dal decisum adottato in tale circostanza: una soluzione diversa potrebbe infatti essere prospettata solo qualora le divergenze tra i due casi fossero ritenute tali da giustificare, attenendosi ad un principio di ragionevolezza, un’eventuale decisione difforme rispetto a quella adottata per il caso Diciotti”. In sostanza, essendo due casi-fotocopia vanno trattati allo stesso modo.  Nel documento, poi, si fa un riferimento al premier Conte che “ha esplicitato la linea del governo in materia di sbarchi in diverse sedi istituzionali“. Tuttavia, le possibilità che il documento sia approvato sono praticamente pari a zero. Infatti perché passi, è necessaria la maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea: 160 voti. E Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia hanno 139 senatori. Un numero che potrebbe drasticamente ridursi se i 60 parlamentari del Carroccio sceglieranno – come a quanto pare faranno – di non partecipare al voto. L’Assemblea si pronuncerà nella tarda mattinata a scrutinio palese e simultaneo (il Regolamento non prevede la possibilità che sia richiesto un voto segreto) e i senatori che non saranno presenti in Aula potranno comunicare il loro voto ai senatori segretari entro la serata, tra le 20 e le 20.30.

Maggioranza giallofucsia voterà sì al processo

Neanche a dirlo, la maggioranza giallofucsia – che per protesta non partecipò al voto della Giunta di gennaio – voterà sì all’autorizzazione a procedere. Lo assicura anche Anna Ascani, vicepresidente Pd: “Siamo coerenti. Il Senato non deve decidere se Salvini è colpevole o no, ma è chiamato a stabilire se Salvini ha agito per tutelare l’interesse nazionale. Noi pensiamo che non sia così e voteremo di conseguenza”.

Adolfo Spezzaferro

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