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Roma, 31 mar – L’operatore sanitario che non fa il vaccino non sarà idoneo al lavoro: è la norma allo studio del governo, secondo quanto riferito dal ministro del Lavoro Andrea Orlando. “Dobbiamo prevedere una serie di obblighi per chi ha delle precise funzioni soprattutto nell’ambito sanitario. E’ allo studio una norma che tiene conto delle funzioni che ognuno svolge e prevede la possibilità di inidoneità per chi non si vaccina, con tanto di conseguenze per questa inidoneità sopravvenuta“, spiega Orlando ai microfoni di Sky Tg24.



Orlando: “Bisogna evitare che persone fragili siano in contatto con persone non vaccinate”

L’obiettivo, chiarisce Orlando, “è evitare che persone fragili vengano in contatto con persone che potenzialmente possono essere contagiate, anche quando hanno gli strumenti per evitarlo“. Il ministro dem spiega che “se hai un compito di carattere sanitario e non metti in sicurezza te stesso e non garantisci la sicurezza degli altri in qualche modo scatta un meccanismo che impedisce che questa insicurezza si rifletta sugli altri”.

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Obbligo di vaccino e sanzioni per chi non lo fa

Tra le ipotesi allo studio, sanzioni fino alla sospensione dello stipendio per gli operatori sanitari che non fanno il vaccino. Ma anche la possibilità di introdurre l’obbligo di vaccinazione, che potrebbe essere esteso a tutto il personale che lavora in strutture sanitarie. Dunque non solo medici ma anche infermieri, operatori sociosanitari, dipendenti di Rsa e studi privati. Le norme salvo contrordini dovrebbero essere contenute nel decreto oggi in Cdm, che entrerà in vigore dal 7 aprile. Misure che faranno discutere, a maggior ragione che ci sono tantissimi cittadini over 80 (i soggetti più a rischio) che non sono stati ancora vaccinati.

Obbligo di immunizzazione nelle aziende, il ministro dem: “Siamo a buon punto”

Per quanto riguarda poi l’obbligo di immunizzazione nelle aziende, il ministro del Lavoro fa presente che si è “a buon punto”, dopo il confronto con le parti sociali. Sarà comunque necessario “un approfondimento di carattere tecnico. Il 6 aprile avremo un passaggio definitivo, nel quale definiremo i requisiti minimi per individuare i luoghi nei quali si può procedere alla vaccinazione”, spiega Orlando. E saranno inoltre stabilite “le modalità con le quali le imprese possono aderire alla campagna di vaccinazione“. Per “la prima settimana di aprile”, dunque, “potremo avere un riferimento nazionale che ci dirà come si possono realizzare i vaccini nei luoghi di lavoro“, conclude Orlando.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. I paesi occidentali stanno copiano pari-pari Israele. Il nuovo ordine funziona a gonfie vele..
    Inizieranno con i sanitari, poi passano ad altre categorie(perchè non gli insegnanti che stanno a contatto con tanti bambini che portano il virus a casa)? Finiranno con chi va allo stadio(allo stadio in Israele può andare chi ha il Green pass), chi va a mangiare al ristorante e arrivano anche al supermercato.. che fa entrare solo i vaccinati.

    In realtà non c’è nessuna prova sicura che attesta che chi è vaccinato non sia contagioso, anzi.. ci sono storie di vaccinati che hanno preso il virus in alcune strutture. Voglio vedere quando il “miglior chirurgo” non sarà vaccinato, se lo sostituiscono con il “peggiore” che magari è libero.. e la gente ha il coraggio di farsi operare. Detto questo:

    Comunque sono argomenti troppo lunghi e non voglio entrarci..tantomeno discuterlo qui anche perchè si parla molto spesso di vaccini sperimentali.. .. ci sono persone più adatte come medici già lo fanno. Volevo solo illustrare di cosa potrebbe trattarsi. Il programma è lo stesso dello stato di Israele, che sembra essere copiato in ogni dettaglio(lo dicono anche apertamente in tv “elogiando” Israele in ogni modo e strillando sul perchè non siamo ancora come loro, alcuni opinionisti). Chi vuole approfondire, c’è un video su Youtube, di una intervista da Gerusalemme che racconta come vanno “realmente” le cose nel loro stato(diversamente da come viene spesso raccontato). Giusto o sbagliata che sia una legge(non sono qui per giudicare), quello che forse non hanno previsto è che moltissimi professionisti, se non accettano alcune imposizioni, potranno trasferirsi in altre nazioni. Con i loro curriculm non avranno certamente problemi.

    • Trattandosi di vaccini sperimentali di cui sono ignoti gli effetti anche nel medio termine non puo’ essere imposto a nessuno di fare da cavia, come del resto dice la dichiarazione di Norimberga.Erano infatti alcuni medici nazisti che sperimentavano sostanze sui prigionieri e cio’ venne considerato giustamente un crimine.Un gruppo di cittadini israeliani stà facendo causa al loro stato sulla base di queste premesse parlando di genocidio

      • Lo ho detto che si tratta di vaccini sperimentali, e che per ovvie ragioni non si conoscono gli effetti a lungo-medio termine. In altri interventi.
        Quello che volevo aggiungere, che mi pare che non abbia notato nessuno, è il fatto che un professionista, con un curriculum di un certo livello, se non vuole farlo, può “anche” spostarsi e magari essere pagato di più. In altri paesi europei.. Magari a pochi chilometri. Non serve andare lontano. Ergo.. oltre alle altre discussioni sulla “libertà di scelta” “consenso informato” e altro.. che sono già state fatte altrove, volevo aggiungere una cosa: sono sicuro che ci rimarranno fregati, in molti casi. Soprattutto quelli che magari sono favorevoli a una legge del genere ma che vedranno che il loro chirurgo specializzato, che non la accetta, ora lavora altrove. Non siamo nel secolo scorso.. le cose a livello di “mercato del lavoro” “possibilità di muoversi” sono leggeremente cambiate…
        Lo dico perchè io non mi farei imporre di fare da cavia per nessun motivo. Figuriamoci se altri specialisti con curriculum lunghissimi, con un “potere di scelta” enorme, si faranno imporre qualcosa del genere, se non lo fanno per “propria scelta”. Non ci credo.

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