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Roma, 29 nov –  E’ scontro sul Mes, il salva Stati Ue, tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il leader della Lega Matteo Salvini. Il premier riferirà lunedì alle 13 in Aula sulla riforma del fondo Ue e ai cronisti che gli chiedevano cosa pensava delle parole del leader del Carroccio ha risposto: “Il primo momento utile è lunedì, come sempre sarò in Parlamento, in modo trasparente, a riferire tutte le circostanze. A chi oggi si sbraccia a minacciare, io dico: Salvini vada in procura a fare l’esposto, e io querelerò per calunnia“. L’ex ministro dell’Interno, invocando l’intervento del capo dello Stato per “attentato alla sovranità” da parte del premier, ieri aveva dichiarato: “I nostri avvocati stanno studiando l’ipotesi di un esposto ai danni del governo e di Conte”. Dal canto suo, il capo del governo ha aggiunto che parlando al Parlamento lunedì “spazzerò via mezze ricostruzioni, menzogne, mistificazioni… Vorrei chiarire agli italiani che io non ho l’immunità, lui sì, e ne ha già approfittato per il caso Diciotti. Veda questa volta, perché io lo querelerò per calunnia di non approfittarne più“. “Chi pensa di farci paura con qualche querela sappia che ha sbagliato partito, ha sbagliato persona“, è la replica di Salvini.

Salvini: “Conte mi querela? Si metta in fila, prima viene Carola”

Per la querela, Conte – ironizza Salvini in una intervista a La Stampa – “si metta in fila. Prima viene Carola“. E sulla vicenda Mes ribadisce: “Conte dal vecchio governo Lega-5 Stelle ha avuto il mandato a non autorizzare nulla di quanto stiamo parlando. Per altro ci ha sempre rassicurato anche verbalmente. E invece buonanotte ai suonatori”. “Ci sono – afferma Salvini – documenti e messaggi che confermano quello che dico“. Ma a quanto pare il leader leghista non intende renderli pubblici: “Non sono solito girare conversazioni private. Ma basta guardarsi gli atti parlamentari. Ho buona memoria di tutto e non lo dico come minaccia. Semplicemente non mi piace passare bugiardo o per fesso”. Sull’eventualità di finire in tribunale con il premier, Salvini chiarisce che “è l’ultima strada che voglio percorrere. Preferisco che siano i cittadini, attraverso il voto, ad esprimere il proprio giudizio su come sono governati. Ma qui stiamo parlando dei risparmi degli italiani, non di un dibattito politico. E c’è poco da scherzare”. In questa battaglia contro Conte, il leader della Lega si aspetta di trovare al suo fianco anche l’ex alleato di governo: “Di Maio – sottolinea – l’ha sempre pensata come noi. Quello che dico io ora lo diceva lui con le stesse parole e con gli stessi contenuti. Nel programma dei 5 Stelle si parla di liquidazione del trattato. Erano anche più arrabbiati di noi e mi auguro che non abbiano cambiato posizione“.

Di Maio: “Il Mes si può migliorare”

Sul salva Stati Ue, il Movimento 5 Stelle ieri ha convocato l’assemblea congiunta di deputati e senatori, presieduta dal capo politico. Al termine, Di Maio ha affermato che “il Mes si può migliorare. C’è massima fiducia in Conte e Gualtieri, ma è evidente che occorre migliorare il negoziato difendendo gli interessi dell’Italia“. E poi ha aggiunto: “Come M5S abbiamo l’obbligo di controllare non solo la riforma del Mes, ma anche tutti gli altri negoziati in corso come quello sull’unione bancaria. Dobbiamo sempre ragionare in una logica di pacchetto, per cui solo il combinato disposto di queste riforme ci può permettere di capire se il risultato sia soddisfacente”.

Zingaretti: “Salvini alimenta paure”

Intanto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, su Facebook va all’attacco del Carroccio: “Ora la Lega vive alimentando paure. Quando era al Governo, Salvini ha condiviso e approvato la riforma del fondo salva Stati. Ora, come al solito, diffondono teorie false per danneggiare l’Italia, la sua forza e credibilità, per allontanarla dall’Europa e indebolirla. Non lo permetteremo mai”.

Meloni: “Il 9 dicembre saremo a Bruxelles per rivendicare la sovranità italiana”

Infine, la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, annuncia: “Il 9 dicembre noi saremo a Bruxelles e faremo una manifestazione per rivendicare la sovranità italiana e che l’Italia è una repubblica parlamentare nella quale le questioni centrali devono passare dal Parlamento”.
Adolfo Spezzaferro

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