Roma, 12 dic – Il governo sta valutando una vera e propria “rivoluzione” sul Codice della Strada, a partire dal 2023. Una delle novità senza alcun dubbio più rilevanti, potrebbe riguardare le multe, che verrebbero quantificate in base al reddito dei sanzionati. Ma non è l’unico cambiamento al vaglio dell’esecutivo, se consideriamo che oggi il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha evocato la “revoca a vita” della patente “nei casi più gravi” di infrazioni stradali. Ma andiamo con ordine.

Multe in base al reddito: le novità sul Codice della Strada

La novità sulle multe è stata annunciata dal viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Galeazzo Bignami, a margine della presentazione del Rapporto Dekra sulla sicurezza stradale. “Potremo introdurre un incremento di sanzioni in base al reddito”, ha dichiarato Bignami. “Nell’ambito della revisione del Codice della Strada, che Salvini ha annunciato, svolgeremo un approfondimento specifico anche sulla possibilità di realizzare una proporzionalità tra il reddito e le sanzioni perché se la sanzione ha evidentemente una natura anche afflittiva, una persona che ha un reddito più elevato può evidentemente essere afflitto da un punto di vista di contrasto a fenomeni di sicurezza stradale con una sanzione più elevata”, ha precisato il viceministro. Le multe commisurate al reddito è senza dubbio una misura sensata, a maggior ragione in un momento di grave crisi economica. Da capire però se il governo riuscirà a imprimere questa svolta, destinata in ogni caso scatenare polemiche.

Revoca della patente: le parole di Salvini

“Oltre al Codice degli appalti, ci stiamo dedicando anche a un altro codice: abbiamo un Codice della Strada di 30 anni fa con alcuni aggiornamenti. Vorrei convocare un tavolo già prima della fine anno, la prossima settimana”, ha dichiarato Salvini. “Se riusciremo già la settimana prossima a fare un tavolo di aggiornamento e di ammodernamento per mettere in sicurezza le strade italiane, penso che faremo una cosa buona. È un dovere aggiornare questo Codice della Strada che abbiano da 30 anni”, ha poi ribadito il ministro. Salvini si è soffermato in particolare sull’eventualità di revocare la patente a vita “nei casi più gravi” di infrazioni stradali. A suo avviso “la revoca a vita della possibilità di guidare” può e deve “essere considerata”, affermando che chi è “ubriaco marcio o drogato è un potenziale assassino”.

Alessandro Della Guglia

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3 Commenti

  1. Stanno già andando in vacca? Cosa c’entra il reddito con l’ ammenda? Siamo già alla giustizia classista? Allora preferiamo gli originali.
    Ma che pensino a redistribuire le possibilità lavorative, ad incentivare lo studio e il fare, a proporre traguardi gratificanti e unificanti, a garantire un tetto ed una sanità onesta, a raddrizzare la giustizia in termini a-classisti e a non partire dal facilmente fattibile, ovvero dal quasi nulla.

  2. finalmente una notizia interessante, magari la smetteremo di vedere gente piena di soldi far come gli pare!! macchinone che parcheggiano in ogni posto tanto “che mi frega, pago evvia” e soprattutto devono togliere quella disposizione infamante che se paghi subito paghi di meno, sono schiaffi alla povertá!!

  3. E se l’infrazione viene commessa dall’autista di Berlusconi con lui a bordo?
    E se l’auto di Berlusconi è parcheggiata in doppia fila, la multa arriva a lui o al suo autista?
    Ma fatemi il piacere!

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