Roma, 21 ago – La furiosa lite che ha visto protagonisti Albino Ruberti, figura chiave del Pd romano e regionale, Vladimiro De Angelis, fratello di Francesco De Angelis, ex europarlamentare Pd, e il sindaco di Giuliano di Roma. Adriano Lampazzi, è sempre più un caso. Nonostante il Partito Democratico sia corso ai ripari dopo la diffusione del video del litigio e i diretti interessati abbiano cercato di minimizzare la questione, ora la Procura ha aperto un fascicolo conoscitivo per fare luce sulla vicenda.

Il caso Ruberti

Il video catturava un momento dopo una cena elettorale a Frosinone, in cui un Ruberti furibondo arrivava a minacciare: «Vi sparo, vi ammazzo, vi dovete inginocchiare!». Questo in risposta ad un «Mi ti compro» che gli avrebbe rivolto De Angelis. Un comportamento al di sopra delle righe, che faceva presagire qualcosa di peggio. Ruberti è stato rimosso dal suo ruolo di capo gabinetto a Roma e sostituito da Alberto Stancanelli, consigliere della corte dei Conti. Invece, Francesco De Angelis ha ritirato la sua candidatura alla Camera dei Deputati per le prossime elezioni.

Era sembrata fin da subito quantomeno curiosa la giustificazione che i diretti interessati avevano dato per la lite. Quest’ultima sarebbe nata per «motivi calcistici», come ribadisce Vladimiro De Angelis al Corriere della Sera: «Lampazzi, romanista, ha detto a Ruberti, laziale, “Se non hai visto quel rigore, eri ubriaco”. E Ruberti ha replicato dicendogli che non capiva nulla. E hanno continuato a lanciarsi frecciate alzando sempre più la voce. A quel punto sono intervenuto per calmarli. Pensavo di aver sedato gli animi ma la discussione è ripartita mentre stavamo andando via. È stato allora che Ruberti, alterato e infastidito, mi ha gridato, mentre tentavo di fare da paciere. A quel punto, esausto, gli ho risposto duro: “Guarda che io non vivo di politica, vivo del mio lavoro. Se voglio, mi ti compro”».

Le polizze delle Asl e le ombre elettorali

Una ricostruzione dei fatti non molto convincente. Secondo quanto riportato da Open, a far scattare la lite sarebbe stato il rifiuto di Ruberti di «avvallare lo sbarco di Vladimiro De Angelis nella capitale per gestire qualche maxi appalto assicurativo». Quest’ultimo può contare sull’«importante giro di affari non solo nel Frusinate, dove la Asl di Frosinone è fra i clienti più importanti, ma anche in Regione Lazio, i cui dipendenti hanno una convenzione con Unipol Sai, associata delle agenzie di De Angelis». Per cautelarsi di fronte a questa ipotesi, Alessio D’Amato, assessore alla Sanità del Lazio, ha chiesto all’Asl di Frosinone di procedere con le opportune verifiche sugli appalti delle polizze assicurative. Altra ipotesi sul piatto è che il litigio sia nato per motivi elettorali, riguardo a pacchetti di voti Pd e riposizionamenti di futuri candidati alla Regione. Di certo qualcosa di più torbido e di più serio rispetto ad un rigore non dato.

Michele Iozzino

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