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Roma, 28 mag – “Passaporto sanitario? Rileggete l’articolo 120 della Costituzione: una Regione non può adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione delle persone. Se la comunità scientifica dice che non ci sono passaporti sanitari, non ci sono: altrimenti, li avremmo tutti noi, qui, assieme alla tradizionale carta di identità”. Così il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia interviene in merito alla riapertura dei confini regionali fissata – salvo contrordini – per il 3 giugno e respinge fermamente la possibilità, avanzata da alcune regioni, di richiedere una sorta di certificato “covid-free” ai turisti.

“Regioni ripartono tutte insieme”

“Nei prossimi giorni con l’ultimo click che riporterà il Paese a muoversi ci dovrà essere anche quello del buonsenso. Se tutte le regioni ripartono senza distinzioni sul profilo dei cittadini di ogni regione, la distinzione tra cittadini di una città rispetto all’altra non è prevista, se siamo sani ci muoviamo. Diverso è prevedere una fase di quarantena, ma non siamo in quella condizione. E anche in quel caso ci vuole un accordo tra le parti, fra tutte le Regioni”, chiarisce Boccia in audizione alla commissione sul federalismo fiscale e l’autonomia differenziata regionale della Camera.

“In Lombardia un’ecatombe, nel resto del Paese un dramma”

Insomma, tutto dipende da cosa diranno gli esperti. In ogni caso la riapertura delle regioni non avrà differenziazioni. “I dati (sul contagio nelle regioni, ndr) arriveranno al ministero della Salute entro domani e si faranno valutazioni in maniera rigorosa, laica, partendo dal presupposto che la protezione della salute e della vita è la priorità assoluta e la difesa e il rilancio dell’economia e dei posti di lavoro è la priorità delle priorità”, assicura il ministro dem. Il quadro epidemiologico, ammette Boccia, non è lo stesso in tutto il territorio. “E’ presto per fare un bilancio e ha senso aspettare le valutazioni scientifiche, ma quello che è successo a Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza è oggettivamente di una virulenza non riscontrata in altre province italiane. Hanno vissuto un’ecatombe, il resto del Paese un dramma. Non paragonerei quelle province al resto d’Italia”, prosegue il ministro in merito a possibili provvedimenti finanziari per sostenere l’economia di quelle zone.

Solinas: “Da Boccia inutile litania neocentralista”

La presa di posizione del governo non piace al presidente della Regione Sardegna: “Dal ministro Boccia non ci saremmo aspettati l’inutile litania neocentralista che vuole riaffermare una supremazia prepotente dello Stato rispetto alle Regioni nell’architettura della Repubblica come definita da novellato titolo V”. Christian Solinas fa presente che “dal ministro ci saremmo aspettati, a pochi giorni dal 3 giugno, una proposta di soluzione chiara sulle riaperture tra Regioni“. Proprio il governatore sardo era stato il primo a proporre il passaporto sanitario per entrare nell’isola, ipotesi appoggiata anche dal governatore siciliano Nello Musumeci. Idea subito bocciata dal sindaco dem di Milano Beppe Sala. Ora arriva il no anche dal governo giallofucsia.

Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. Adesso boccia si “accorge” che qualcosa va contro la costituzione?.. E prima? E il “lockdown”? E le multe? E le “autocertificazioni”? E i droni? E? E?…