Roma, 28 set – Clamorose rivelazioni e dove trovarle, per poi essere puntualmente sbugiardati, o quantomeno smentiti. Prendete l’articolo pubblicato oggi da Repubblica: Kiev e conti pubblici, contatti di Draghi con l’Ue: ‘Meloni starà ai patti’. Un titolo che ha fatto strabuzzare gli occhi a molti, sia elettori di centrodestra – non propriamente adoratori di Mario Draghi – sia analisti di sinistra, convinti che la destra al governo straccerà la fantomatica agenda Draghi. In pratica, secondo l’autore del pezzo in questione, c’è un già un patto Draghi-Meloni, con il premier che farebbe da “garante” al leader di FdI su fedeltà alla Nato, conti pubblici e Unione europea. Peccato appunto che sia arrivata la smentita di Palazzo Chigi.

Nessun patto Draghi-Meloni: la nota di Palazzo Chigi

“Il presidente del Consiglio non ha stretto alcun patto né ha preso alcun impegno a garantire alcunché. Il presidente del Consiglio mantiene regolari contatti con gli interlocutori internazionali per discutere dei principali dossier in agenda e resta impegnato a permettere una transizione ordinata, nell’ambito dei corretti rapporti istituzionali”. Fine dispaccio.

Peraltro oggi, la stessa Giorgia Meloni, ha replicato duramente a Repubblica: “Trovo abbastanza surreale che certa stampa inventi di sana pianta miei virgolettati, pubblicando ricostruzioni del tutto arbitrarie. Si mettano l’anima in pace: il centrodestra unito ha vinto le elezioni ed è pronto a governare. Basta mistificazioni”, ha cinguettato il leader di Fratelli d’Italia.

Ora, pensare che fra Draghi e la Meloni, destinata a sostituirlo a Palazzo Chigi, non vi siano stati o non vi siano adesso dei contatti – anche per discutere su dossier piuttosto delicati – sarebbe senz’altro ingenuo. Tirar fuori però presunti accordi già siglati, è semplicemente assurdo. A meno che non si abbiano prove al riguardo. Repubblica ne ha? Le tiri fuori.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. Per questa volta va bene, ma se Palazzo Chigi dovesse smentire Repubblica ogni volta che scrive delle porcate, ci vorrebbero almeno tre Presidenti del Consiglio

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