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Errani Renzi terremotoRoma, 29 ago – “C’è una ricostruzione da coordinare nel modo più saggio e più rapido. Giusto fare in fretta, ma ancora più giusto fare bene e soprattutto con il coinvolgimento delle popolazioni interessate. La ricostruzione dovrà avvenire nel modo più trasparente con l’aiuto di strutture che abbiamo voluto con forza come l’autorità anticorruzione ma anche con la massima trasparenza online”. E’ raggiante Renzi, nella sua e-news periodica, sulle tempistiche e le modalità della ricostruzione post-sisma nel centro Italia. E promette di far presto, ma soprattutto di fare bene.

Provate a ripetere: Raffaele Cantone, Raffaele Cantone, Raffaele Cantone. Ormai è un mantra: basta pronunciarne il nome e qualsiasi cosa affidata alle mani del magistrato si depurerà come d’incanto da qualsiasi ombra di corruzione, infiltrazioni mafiose e malagestione. Anche se a fianco ci si mette Vasco Errani. Sì, l’ex governatore dell’Emilia-Romagna, quello che durante il sisma di Mirandoli assunse sembianze fassiniane per la mancanza di sonno. Era una trottola instancabile, capace di girare ogni decine di paesi fra tutti quelli colpiti. Impegno fisico encomiabile, non fosse che in molti hanno ancora, a quattro anni di distanza, i capannoni e le case inagibili o non hanno mai visto un euro di quelli promessi. Senza contare le cooperative: fra infiltrazioni della ‘ndrangheta, ricostruzioni fatte male perfino di scuole (con la complicità degli amministratori locali) e storno di fondi destinati alle vittime del sisma per finanziare altre opere ottenute con giri di mazzette, come nel caso della celeberrima Cpl Concordia.

Il tutto sotto gli occhi del presidente della regione, forse preso troppo dalla frenesia per accorgersene. O forse ben conscio di tutto ciò, dato che lui stesso perse la poltrona perché la magistratura, in un momento di lucidità, scoprì che la cooperativa gestita dal fratello aveva ottenuto somme cui non aveva diritto. Si dimise ed arrivò l’assoluzione, mentre per il finanziamento illegittimo nulla da fare dato che è intervenuta la santa prescrizione a gettare fumo negli occhi. O meglio: a dar spazio alla cricca delle coop cattoliche, che maldigerivano Errani dopo aver perso Flavio Delbono, l’ex sindaco di Bologna, all’epoca loro uomo forte. Uno scontro che forse Renzi riuscirà, nonostante Cantone, a sanare con la scusa del terremoto. “Bisogna parlarne con Errani. Domani facciamo una chiacchierata”, come ebbe a dire un dirigente della potentissima coop Ccc di Modena mentre ascoltava le lamentele dell’ex direttore generale del locale policlinico, epurato nonostante fosse “fedele al sistema”. Fra Amatrice ed Accumoli troveranno la stessa fedeltà?

Nicola Mattei

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