Roma, 11 dic – Emergono nuovi dettagli nel caso di Antonio Panzeri, l’eurodeputato del Pd ed ex leader della Cgil milanese accusato di aver preso mazzette dal Qatar e – si scopre ora – dal Marocco.

Il coinvolgimento della famiglia di Panzeri

La vicenda di Antonio Panzeri si arricchisce sempre più di particolari incresciosi. Dalle carte trasmesse in Italia da Bruxelles dopo l’udienza di convalida dell’arresto per favoreggiamento di Maria Colleoni e Silvia Panzeri, rispettivamente moglie e figlia dell’europarlamentare, è venuto a galla il coinvolgimento delle due. In una intercettazione la Colleoni arriva a lamentarsi perché «non poteva permettersi di spendere 100mila euro per le vacanze come l’anno scorso e che pensava che l’attuale proposta, 9mila euro a persona solo per l’alloggio, era troppo costosa». Entrambe le donne erano «pienamente consapevoli» degli «intrallazzi» e dei retroscena delle attività di Panzeri, e «persino del trasporto di doni» che l’uomo riceveva dal Qatar. Anzi, del trasporto di altri regali, provenienti dal governo del Marocco attraverso l’ambasciata a Varsavia, si sarebbero occupate direttamente le due donne. L’uomo, infatti, è accusato di aver usato «metodi ingegnosi e spesso scorretti per raggiungere i suoi scopi», ovvero favorire politicamente il regime del Qatar e il Marocco. Nella sua caso è stato ritrovato un tesoretto di circa 600mila euro in contatto.

La punta dell’iceberg

Nel frattempo Panzeri viene scaricato praticamente da tutti ed espulso da Art. 1, partito a cui aveva aderito dopo essere uscito dal Pd. Ma l’eurodeputato è solamente la punta dell’iceberg. Non se la passa meglio Eva Kaili, socialista greca e vicepresidente del Parlamento Europeo, nella cui abitazione sarebbero stati rinvenuti «sacchi di banconote». A legare quest’ultima a Panzeri è il compagno della Kaili, Francesco Giorgi, assistente parlamentare di Panzeri a Bruxelles. Nell’inchiesta sono coinvolte anche diverse Ong, come la Fight Impunity di cui il presidente era lo stesso Panzeri o la No Peace Without Justice fondata da Emma Bonino, il cui segretario generale Niccolò Figà-Talamanca figurerebbe tra gli indagati. Insomma, un vero e proprio tsunami politico che colpisce i soliti “buoni” della sinistra. E pensare che con Soumahoro credevamo di aver toccato il fondo.

Michele Iozzino

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1 commento

  1. Mi rammento del discorso di Craxi, “così fan tutti”.
    Dai Panzeri & C. cadete in piedi e non lasciate infangare solo la terronia d’ Europa.
    Ci vuole un po’ di coraggio da socialisti un filino, un filino nazional greco-latini.
    Non dovrete andare a morire in Africa…

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