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Roma, 16 dic – Matteo Salvini risponde alla piazza delle sardine, contrapponendo alla divisiva “Bella Ciao“, la “canzone del Piave“, inno patriottico della Prima guerra mondiale. “Va di moda cantare ‘Bella ciao’ – ha dichiarato sul palco della Fiera del Levante di Bari il leader della Lega -. Preferisco cantare la canzone su cui i nostri nonni e bisnonni hanno dato la vita per salvare il nostro Paese, con il Piave che mormorava ‘non passa lo straniero’. Questa è la canzone che porto nel cuore”, ha affermato Salvini nel corso del No Tax Day. Poi l’affondo finale: “‘Bella Ciao’ al clandestino è l’unica ‘Bella Ciao’ che mi interessa“. E scatta l’applauso dei 1.400 presenti. Senza citarle, il leader dell’opposizione risponde così alle sardine, nate proprio contro di lui e tutti i sovranisti, e che sono solite riunirsi nelle piazze per cantare la canzone-inno postumo della resistenza.

“Centinai di migliaia di pugliesi nel mondo: quelli sono gli immigrati che vogliamo riportare a casa”

“Prima i pugliesi, prima gli italiani”, ha dichiarato l’ex ministro dell’Interno. I primi immigrati, ha sottolineato, “sono le centinaia di migliaia di pugliesi che sono stati costretti a scappare nel resto del mondo per trovare un lavoro e formare famiglia: quelli sono gli immigrati che vogliamo riportare a casa – ha rimarcato scatenando il plauso della platea -, non barchini e barconi, quelli non ci interessano”. Dopo i pugliesi e gli italiani, ha concluso Salvini, “se avanza, il resto del mondo. Ci sono 360 mila pugliesi iscritti nei registri degli italiani all’estero: preoccupiamoci di questi anziché regalare la cittadinanza in anticipo a chi è arrivato qui o accogliere chiunque arrivi”.

Adolfo Spezzaferro