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Roma, 12 ott – Vietare tutte le feste private. Lo chiede il ministro della Salute Roberto Speranza, che ospite da Fabio Fazio a Che tempo che fa su Rai3, arriva ad incitare i cittadini alla delazione. L’esponente di LeU infatti confida nelle “segnalazioni” per scoprire dove si sta svolgendo una festa privata e intervenire (anche se con un semplice Dpcm – sia chiaro – non si può entrare nelle case degli italiani in nome dell’emergenza coronavirus).

Fazio: “Come si fa a vietare una festa?” La replica di Speranza: “Ci saranno segnalazioni”

Tutto ha inizio quando Speranza da Fazio fa l’esempio di una festa di compleanno con una mamma in attesa di tampone risultata positiva con 60 giovani senza grandi misure di sicurezza, che sono stati messi tutti in quarantena. Il conduttore gli chiede: “Ma per essere pratici, come si fa a vietare una festa? Chi è che va a controllare, a bussare alle porte degli appartamenti per vedere se c’è una festa?“. Al che il ministro della Salute risponde: “Intanto, quando c’è una norma, la norma va rispettata. E gli italiani hanno dimostrato in questi mesi di non aver bisogno di un carabiniere, di un poliziotto che li controlli personalmente”. Poi però Speranza annuncia che aumenteranno i controlli e si dice convinto che “ci saranno segnalazioni”. “Io mi fido molto anche dei genitori del nostro Paese. Nel momento in cui si pone un divieto in un Dpcm – sostiene il ministro – sono convinto che la stragrande maggioranza delle persone seguirà l’indicazione che è stata data, così come è avvenuto nei mesi scorsi”.

Il ministro confida in un esercito di spioni

Speranza confida in un esercito di spioni pronti a denunciare il vicino di casa, magari da sempre detestato per questo o quel motivo, in una guerra di condominio che vedrà tutti contro tutti. Anche perché il governo giallofucsia non può entrare nelle case. Nella bozza del Dpcm che sta circolando si legge che “nei luoghi privati il titolare, sia che trattasi di abitazioni familiari o sedi associative, può consentire l’accesso a un massimo di dieci persone diverse dal proprio nucleo familiare risultante dall’anagrafe comunale per assicurare il rispetto di tale prescrizione gli incaricati dalla pubblica autorità potranno in qualsiasi momento chiedere l’accesso e procedere alla identificazione dei soggetti presenti nell’immobile”. “Chiedere l’accesso”, appunto, perché non si può entrare senza permesso.

Articolo 14 della Costituzione: “Il domicilio è inviolabile”

D’altronde la Costituzione parla chiaro: “Il domicilio è inviolabile – recita l’articolo 14 -. Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale. Gli accertamenti e le ispezioni – si legge ancora – per motivi di sanità e di incolumità pubblica o a fini economici e fiscali sono regolati da leggi speciali“. Ecco, un Dpcm non ha valore di legge, men che mai di legge speciale.

Adolfo Spezzaferro

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