Roma, 31 dic – A Palazzo Chigi lo chiamano “obbligo vaccinale mascherato”: dal 5 gennaio potrebbe scattare il super green pass per tutti i lavoratori, del pubblico e del privato. Stiamo parlando di 23 milioni di cittadini, contando anche i lavoratori autonomi. Se il premier Mario Draghi dovesse decidere per l’obbligo di pass con vaccino o guarigione da Covid, il nuovo anno si aprirà con la stretta delle strette. E a dire che sarà il terzo anno di pandemia, con la variante Omicron che ha ridotto il virus a un raffreddore e le terapie intensive vuote.

Super green pass obbligatorio per tutti i lavoratori: Draghi decide il 5 gennaio

La data chiave dunque è il 5 gennaio: il Consiglio dei ministri deciderà il nuovo giro di vite. La maggioranza allo stato attuale è divisa. Per l’estensione dell’obbligo di super green pass a tutti i lavoratori sono il Pd, Leu, Iv, i ministri di Forza Italia. Proprio ieri, dopo il solito Brunetta, che da tempo invoca il super green pass per i dipendenti pubblici, è arrivato Letta. “Bisogna prepararsi al passo successivo, cioè l’obbligo vaccinale e il ritorno allo smart working”, ha detto il segretario del Pd. Il M5S di Conte è perplesso, la Lega di Salvini (ma non quella di Giorgetti) è contraria.

Sul tavolo c’è anche l’ipotesi dell’obbligo vaccinale per tutti

Sul tavolo c’è anche l’ipotesi – più remota, a dire il vero – dell’obbligo vaccinale per tutta la popolazione. Strada meno percorribile perché comporterebbe un’assunzione di responsabilità da parte dello Stato. Oggi il cittadino firma il consenso informato, con il vaccino obbligatorio lo Stato risponderebbe degli eventi avversi. Anche qui si registra la linea del sì di Pd e Forza Italia. Parere favorevole lo ha dato anche Italia Viva, con la Bonetti che non si è messa di traverso: “L’obbligo vaccinale è la direzione giusta per sconfiggere la pandemia”. La Lega intanto chiede di esentare dall’obbligo i “fragili”. Richiesta che sarebbe ovviamente accolta.

Nel Cts e a Confindustria si invoca la puntura obbligatoria

Sul fronte dell’obbligo vaccinale sono schierati diversi esperti, anche nel Cts, ma anche Confindustria. Ma per Draghi al di là delle spaccature nella maggioranza c’è anche il problema delle Regioni. L’intenzione del governo è decidere per tutti, evitando così che gli amministratori locali decidano in ordine sparso, come è successo con la mascherina all’aperto o altre restrizioni. Come è noto, con il decreto legge varato il 29 dicembre, dal 10 gennaio entrerà in vigore il lockdown di fatto per i non vaccinati, esclusi da ogni attività sociale e persino dai mezzi pubblici. Ma a quanto pare a Draghi (e soprattutto a Speranza) ancora non basta: con oltre l’85% della popolazione vaccinata con due dosi, il premier e il ministro della Salute danno la caccia a chi è sfuggito alla puntura.

Per Draghi è una prova di forza anche in vista della battaglia per il Quirinale

La prova di forza del governo nei confronti della sua variopinta maggioranza sarà un assaggio di come si metteranno le cose in vista della battaglia per il Quirinale. Se Draghi piegherà alla sua volontà anche Lega e M5S significherà che il premier continuerà a dettare legge fino all’elezione del successore di Mattarella. D’altronde l’ex numero uno della Bce è stato chiaro: la maggioranza del governo deve restare in ogni caso la più ampia possibile. E allo stato attuale solo Renzi finora ha detto esplicitamente che il capo dello Stato può essere eletto da una maggioranza diversa da quella di governo.

Adolfo Spezzaferro

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4 Commenti

  1. La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti?”. E disse: “Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita

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