Roma, 31 dic – Il 2022 si apre con il caro bollette dell’energia: dal primo gennaio infatti scattano i nuovi aumenti record che per il primo trimestre saranno del +55% per l’elettricità e +41,8% per il gas. Una stangata peggio del previsto per i consumatori e per le aziende. Dal canto suo, il governo ha messo sul piatto altri 3,8 miliardi in legge di Bilancio. Ma i fondi non bastano ad evitare che la mazzata.

Caro bollette: stangata record per elettricità e gas

Il caro energia fa tremare molti settori produttivi, con centinaia di migliaia di posti di lavoro a rischio. L’esecutivo Draghi si sta già preparando a rafforzare ulteriormente le misure. Gli aumenti per il primo trimestre 2022 decisi dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) segnano un nuovo record rispetto agli aumenti già forti degli ultimi trimestri (a luglio +9,9% per l’elettricità e +15,3% per il gas; a ottobre +29,8% per la luce e +14,4% per il gas).

Le cifre del caro energia

Senza l’intervento del governo peraltro i nuovi straordinari record al rialzo dei prezzi dei prodotti energetici all’ingrosso e dei permessi di emissione di CO2, spiega l’Arera, avrebbero infatti portato ad un +65% per la luce e +59,2% per il gas. In base a quanto previsto dalla manovra, l’Autorità ha potuto confermare l’annullamento transitorio degli oneri generali di sistema in bolletta e potenziato il bonus sociale alle famiglie in difficoltà. Ciò consente di alleggerire l’impatto su 29 milioni di famiglie e sei milioni di microimprese. Le nuove tariffe si tradurranno in una spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (tra il primo aprile 2021 e il 31 marzo 2022) di oltre 2.300 euro. Nel dettaglio, circa 823 euro per la bolletta elettrica (+68% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente), spiega l’Arera, e circa 1.560 euro per il gas (+64%).

L’allarme dei consumatori: “Servono interventi strutturali”

Considerando invece il 2022, si tratta di una stangata record da oltre mille euro in più a famiglia: una maggior spesa di 1.008 euro (441 euro per luce e 567 euro per il gas), secondo l’Unione consumatori e di 1.119 secondo i calcoli del Codacons. Proprio le associazioni dei consumatori considerano le misure del governo insufficienti e si appellano anche all’Ue perché imponga prezzi fissi. Il dossier è ormai da mesi sul tavolo del governo, che finora ha già investito 8 miliardi per mitigare questi aumenti. Ma Draghi per primo sa che queste misure tampone non salvano famiglie e imprese dal caro bollette. Servono dunque interventi strutturali.

Ludovica Colli

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