Il Primato Nazionale mensile in edicola

Genova, 1 dic – Se sei un antifascista e commetti un reato – togliere il Tricolore da una sezione di CasaPound a Genova -, hai l’attenuante di esserti ispirato alla Costituzione. Sembra una follia invece è una sentenza vera, con tanto di deposizione dell'”esperto in materia” Christian Raimo a conclamare le attenuanti. L’antifascista in questione era accusato di danneggiamento aggravato, un reato previsto dal codice penale, per un episodio risalente alla notte del primo dell’anno del 2018. Quando il 26 enne Federico Biddau si arrampica sulla saracinesca e stacca il pannello con il tricolore che si trova sopra l’ingresso della sezione di CasaPound a due passi da piazza Alimonda, in via Montevideo. La scena viene ripresa dalle telecamere dell’impianto di video-sorveglianza, il responsabile viene identificato e processato. Il pubblico ministero chiede che venga condannato a 9 mesi.

La sentenza

Il giudice Alberto Barilari ascolta anche la deposizione di Raimo, nominato dalla difesa di Biddau per fornire alla corte il necessario “inquadramento storico-sociale” all’accaduto. Sì, proprio quel Raimo delle liste di proscrizione contro i non allineati al pensiero dominante, che invoca a ogni piè sospinto censure in nome della democrazia e chiamate alle armi contro il pericolo fascista, e che negli ultimi tempi si è distinto per un livore sfrenato, supportato da tesi a dir poco bislacche. Ebbene, il magistrato – evidentemente convinto dall’apologia dell’antifascismo di Raimo – opta per una condanna minima di un mese e 23 giorni. Sì, perché concede all’imputato delle attenuanti insolite, se non irrituali. “Si deve ritenere che l’imputato sia stato spinto all’azione perché mosso dai più alti sentimenti e ideali – si legge nelle motivazioni della sentenza – senz’altro riconducibili ai valori riconosciuti dall’ordinamento costituzionale“.

La difesa vuole comunque ricorrere in appello

La difesa dell’autore del reato non si accontenta e a quanto pare vorrebbe ricorrere in appello per chiedere l’assoluzione piena per un gesto che a sentire il giudice sarebbe quasi sancito dalla Costituzione. “Il giudice ha colto l’aspetto che volevamo sottolineare: la contraddizione tra i valori costituzionali e CasaPound – commenta l’avvocato della difesa Pietro Serricchiari –. A noi interessava fargli capire quali sono i valori che propugna quell’organizzazione, a questa è servita la consulenza tecnica di Raimo e per questo lo abbiamo chiamato a deporre in aula”. La “consulenza tecnica” neanche a dirlo si basa sul suo curriculum di negatore di spazi di libertà di espressione (libertà, lo ricordiamo, questa sì sancita dalla Costituzione), come nel caso dell’esclusione della casa editrice Altaforte dal Salone del Libro di Torino.

Raimo: “La bandiera italiana su una sede di CasaPound è vilipendio”

“Questa sentenza rappresenta un fondamentale precedente giurisprudenziale perché dice una cosa chiara e importante – afferma Raimo –. La bandiera italiana su una sede di CasaPound è un vilipendio e quindi rimuoverla è un atto di alto valore morale e costituzionale“. Ecco, in materia di vilipendio, un giudice riconosce come valido il parere di un tizio che come cultore della materia difende il Tricolore eppure, in un cortocircuito logico prima ancora che ideologico, è l’autore di un libro che si intitola Contro l’identità italiana. A CasaPound dunque non andrebbe tolto solo il Tricolore, secondo Raimo, ma anche l’agibilità politica: “Ci sono movimenti politici dichiaratamente fascisti che assurdamente hanno spazio politico in una Repubblica antifascista – dice il giornalista -, e c’è un tentativo da parte delle destre sovraniste di riscrivere l’immaginario italiano di un senso fascionazionalista”.

Ecco, in queste ultime parole c’è tutta la narrazione che i Raimo fanno a se stessi e ai loro seguaci per giustificare repressione, censura, schedature, segnalazioni. E fin qui, nulla di strano, visti i personaggi in questione. Ma che un giudice avalli tutto ciò deve far riflettere.

Adolfo Spezzaferro

4 Commenti

  1. Di sentenze in contraddizione ne sono pieni gli archivi romani…
    Per fortuna i giudici sono importanti, a volte troppo determinanti, ma non sono assolutamente tutto.

  2. Insomma, immagino che durante il “ventennio” il clima fosse proprio questo. A colori invertiti. Ma siccome due torti non fanno un ragione, mi sento autorizzato a definire “fascisti” coloro che negano ad altrui la possibilità di esprimersi, foss’anche dicessero bestialità purchè non le impongano -a loro volta- agli altri con la forza o l’intimidazione. Resta da capire (ma è ben chiaro) chi, oggi, si comporti e agisca da “fascista”, contro il quale (per usare un modo di dire a loro tanto caro) è bene , ora e sempre, fare resistenza. Guarda a chi tocca oggi, chi lo avrebbe mai detto? Paradossi della storia.

  3. La solita, ORRIBILE, già vista vecchia storia!: Quella dei FIGLI e dei FIGLIASTRI! La MADRE SEQUESTRATA dal FRATELLO, fatta INTERDIRE con un ATTO di FORZA, e PRATICAMENTE COSTRETTA a RINNEGARE e CACCIARE l’ ALTRO FRATELLO. A DISEREDARLO! A RUBARGLI PERFINO l’ IDENTITÀ! Si vuole dare PIENA CITTADINANZA a NEGRACCI INVASORI & PIÙ CHE MALINTENZIONATI, ed una “cittadinanza” MUTILATA ed UMILIANTE ad Italiani NON ALLINEATI al PENSIERO di “elites” LURIDE & BASTARDE che, nel LORO ESCLUSIVO INTERESSE, ci VUOLE TUTTI SCHIAVI!!! Il SOLITO ACCANIMENTO RIPUGNANTE contro coloro che vorrebbero SOLO poter continuare a PENSARE con la PROPRIA TESTA! Persone costrette a DIFENDERSI e trattate SEMPRE & COMUNQUE da BIECHI AGGRESSORI! Persone per cui si chiede continuamente la MORTE CIVILE!

Commenta