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Roma, 1 dic – Il governo giallofucsia rischia di spaccarsi irrimediabilmente sul Mes dopo il muro contro muro tra Pd – favorevole alla ratifica della riforma del fondo salva Stati Ue – e il M5S che chiede tempo per modificare il trattato. Per provare a trovare la quadra, stasera ci sarà un vertice a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte, che lunedì sarà alla Camera e al Senato proprio per riferire sul Meccanismo europeo di stabilità. E se dal canto suo, Conte invita a togliere di mezzo le “chiacchiere”, dem e pentastellati sono ai ferri corti. Da una parte il capo politico del M5S Luigi Di Maio, che ha chiesto agli alleati di governo una “riflessione”, perché l’Italia “non può firmare al buio”, dall’altra il Pd, con il capo delegazione Dario Franceschini che ha replicato seccamente: “Sul Mes in queste ore ci giochiamo la credibilità del Paese, l’andamento dello spread e dei mercati. Non si può giocare con il fuoco“. Con lui il capogruppo alla Camera Graziano Delrio, che si aspetta “che le legittime critiche del nostro alleato non portino a provocare una crisi di credibilità per il Paese. Questo – ha sottolineato – sarebbe grave”. I dem si dicono comunque disposti a trovare un “punto d’intesa”, invitando i colleghi a “non alzare i toni”. Ma il segretario dem parlando con i suoi ha usato toni molto meno diplomatici: “Una follia” alzare questo polverone “su un tema delicatissimo come il rapporto con Bruxelles”. Nicola Zingaretti parla di “sfida senza senso all’Europa” che fa pagare all’Italia “il costo dell’incertezza” sui mercati.

Di Maio: “Non ci piegheremo a qualche euro burocrate”

Di Maio, che si è riscoperto euroscettico per cercare di arginare l’emorragia di consensi conclamata nelle ultime debacle elettorali, ribadisce di non volersi piegare “a qualche euro burocrate piuttosto che tutelare gli interessi degli italiani”. Parole in sintonia con quelle del leader della Lega Matteo Salvini, che infatti alza il livello dello scontro, intimando a Conte di dimettersi. “Se hai firmato qualcosa che non avevi il permesso di firmare dimettiti e chiedi scusa perché con i risparmi degli italiani non si scherza”, gli dice Salvini in riferimento al fatto che il ricorso al Mes da parte dell’Italia causerebbe una ristrutturazione del debito, che si abbatterebbe sui risparmiatori.

Meloni: “Se Di Maio ha un briciolo di dignità faccia cadere il governo”

Il governo “dovrebbe cadere sul Mes, se Di Maio ha un briciolo di dignità questo è il momento di farlo“. Lo dice la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, a margine della convention del partito a Bologna. “Basta proclami, Luigi Di Maio, i numeri in Parlamento – dice rivolgendosi al leader del M5S – ce li hai tu e se non vuoi che venga sottoscritto il Mes dì che ritiri il sostegno del Movimento al governo. Basta fare i pagliacci“.

Conte prova a rassicurare tutti: “Lunedì spazzeremo via le fesserie dette”

Il premier intanto prova a rassicurare tutti: “Lunedì in Parlamento metteremo tutti i tasselli al loro posto. Inizieremo a spazzare via tutte le fesserie che sono state dette. Ne ho ascoltate tante. Sono molto paziente ma il momento in cui dovremo spazzare via le chiacchiere che sono state fatte sarà lunedì”. Le fesserie di cui parla Conte probabilmente per lui sono gli annunci di Salvini su un esposto contro il premier per “tradimento della sovranità nazionale”.

Ma il dato politico è che su un trattato così delicato per l’economia del nostro Paese non può decidere il premier da solo, né il governo giallofucsia, ma il Parlamento tutto. E su un voto in merito alla ratifica del Mes troveremmo i 5 Stelle schierati con Lega e Fratelli d’Italia. Il che significherebbe che la ratifica verrebbe bocciata. Fatto che né Conte né il Pd (né soprattutto Bruxelles) vogliono che accada.

Adolfo Spezzaferro

3 Commenti

  1. Dal quirinale le voci sono che Mattarella non interverrà perchè non è materia di sua competenza!! Non gli riguarda la rovina e perdita totale di sovranità dell’ Italia con un trattato che ci rende schiavi e sotto scacco?? Vi puo’ essere un taglio del valore dei titoli del debito pubblico del 20-30% con la rovina del sistema bancario italiano e la sua solita svendita ai poteri occulti stranieri !!Le decine di miliardi dati gratuitamente vengono riprestati solo a chi piace ai gestori, tutti stranieri,che non sono soggetti ad alcuna azione legale nei 19 paesi UE e le cui decisioni sono inappellabili!!In qualsiasi momento questi banchieri possono chiedere che versiamo tutto il restante entro 7 giorni e si tratta di circa 110 miliardi di euro che porterebbe subito il paese sotto scacco!!
    Eppure quando si è trattato di far fuori Savona dal governo perchè non in linea con la dittatura finanziaria estera sul nostro paese Mattarella non si è certo tirato indietro ad intervenire a gamba tesa!!

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