Roma, 25 lug – La vicenda dei poliziotti sospesi per aver filmato, con tanto di commenti polemici, un immigrato in bici sull’autostrada Torino-Bardonecchia si arricchisce di un altro, surreale colpo di scena: il diretto interessato che, anziché gridare al sopruso razzista, ringrazia gli agenti. Un vero smacco per quei politici e giornali che avevano cavalcato la vicenda come prova del razzismo dilagante, anche fra le forze dell’ordine. “La polizia mi ha salvato la vita. Io pensavo di aver imboccato la statale come faccio sempre”, ha invece spiegato l’ivoriano Moussa Qattara. Il 19enne è ospite di un comunità a Sant’Ambrogio. Per i poliziotti che lo hanno fermato ha solo parole di ringraziamento: “I vigili sono stati gentili con me e mi hanno accompagnato al sicuro. Quando mi sono reso conto del pericolo che ho corso ho avuto davvero paura”.

Il giovane – che parla solo francese – era stato scortato fino alla prima piazzola e poi caricato su un furgone insieme alla bicicletta e portato al sicuro. Il giovane era stato identificato e multato per la contravvenzione al codice della strada. Tutto è bene quel che finisce bene. O quasi, perché poi il video dell’immigrato, con i commenti dei poliziotti, era finito sui social network, dopo essere girato per qualche giorno in forma privata. Da qui lo scandalo. Il capo della polizia ha sospeso l’autore del filmato e lo ha sottoposto a un procedimento disciplinare. Gli avvocati degli agenti hanno intenzione di presentare un ricorso al Tar per ottenere la revoca della sospensione che comporta per l’agente – padre di tre figli – anche il dimezzamento dello stipendio.

Roberto Derta

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