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Fontanella, 20 set – Ancora una violenza sessuale subita una donna, ancora un immigrato africano ad averla compiuta. Questa volta è toccato a un’operatrice culturale in un centro di accoglienza in provincia di Bergamo, Fontanella. La donna, una 26enne, è stata aggredita da un 20enne della Sierra Leone, richiedente asilo ospite della cascina Fenatica, struttura che ospita da un paio di anni alcuni immigrati in attesa di vedersi riconosciuta la protezione internazionale. Attualmente gli ospiti sono 32.

La violenza si sarebbe consumata questa mattina, e l’africano è stato subito fermato e arrestato dai carabinieri. I dettagli non sono del tutto noti, e le informazioni che arrivano da piccolo centro della Bassa Bergamasca sono frammentarie. Il fatto, però, è ancora una volta la copia di altre violenze perpetrate da chi viene accolto in Italia: un immigrato che abusa di una donna italiana.

Si sa che la donna è stata soccorsa e ricoverata al pronto soccorso, dove le è stata diagnosticata una prognosi di 30 giorni. Le sua condizioni, a parte lo choc della violenza, non sarebbero gravi.

A ricostruire, almeno in parte, la vicenda ci ha pensato il procuratore generale Walter Mapelli e il comandante dei carabinieri di Bergamo Biagio Storniolo. L’africano avrebbe avvicinato la donna e l’avrebbe spinta in un bagno della struttura. L’ha picchiata mettendole le mani sul collo e poi ha consumato la violenza. Terrorizzata, l’operatrice ha urlato per chiedere aiuto e la sua voce è stata udita da altri ospiti della struttura che hanno lanciato i soccorsi e sfondato la porta del bagno.

L’africano violentatore è fuggito dalla finestra del bagno ma la sua descrizione è stata fatta in maniera dettagliata ai carabinieri che lo hanno fermato in un campo a poca distanza dal centro di accoglienza, mentre stava scappando, e portato nelle camere di sicurezza della caserma di Treviglio.

 

 

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3 Commenti

  1. certo la ragazza, ha rischiato grosso lavorando in quel centro, è infine ha subito un tipico ” stupro africano “

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