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Altro che pauperismo, non c’è crisi per lo Ior

by La Redazione
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VaticanoDopo la realizzazione del nuovo sito all’inizio del 2012, l’Istituto per le Opere di Religione (Ior) ha pubblicato oggi il rapporto annuale 2012. Si apre così l’operazione trasparenza voluta da Papa Francesco, visto che per la prima volta in 125 anni di storia la banca vaticana divulga al pubblico il proprio bilancio.

 

“Con la pubblicazione del nostro rapporto annuale – afferma il presidente dello Ior Ernst von Freyberg – manteniamo fede al nostro impegno di garantire la trasparenza delle nostre attività, rispondendo così alle legittime aspettative della Chiesa Cattolica, dei nostri clienti, delle autorità vaticane, delle nostre banche corrispondenti e del pubblico.”

 

La glasnost vaticana è dunque iniziata, “la trasparenza è fondamentale, è l’elemento chiave” ha dichiarato il presidente dello Ior, e ci appare subito col segno più visto che, stando al rapporto di circa cento pagine diramato sul nuovo sito, lo Ior nel 2012 ha registrato un utile netto di 86,6 mln euro (su un totale di 18.900 clienti e 114 dipendenti), quadruplicando quello di 20,3 mln del 2011.  L’istituto vaticano ha potuto così apportare un contributo di 55 milioni di euro al budget complessivo della Santa Sede destinando 31,9 milioni di euro alla riserva rischi operativi generali.

Il capitale netto è aumentato da 741 milioni di euro a 769 milioni di euro con un incremento del 3,6%.

“Il 2012 è stato un anno con ottimi risultati economici” – spiega  il presidente Ernst von Freyberg. “Abbiamo approfittato prima di un alto livello dei tassi d’interesse sul nostro portafoglio titoli, in particolare all’inizio dell’anno, e poi dell’aumento del valore di mercato di questi titoli”, aggiunge.

Nonostante la crisi economica globale i conti della Santa Sede sorridono e anche la perestrojka avviata da Bergoglio sul piano dell’immagine e della comunicazione sembra dare buoni frutti.

Il 13 marzo scorso, dopo l’elezione al soglio pontificio, Francesco disse di sognare una “Chiesa povera e per i poveri.” Una frase che commosse milioni di fedeli. Alla vigilia del pellegrinaggio del Papa ad Assisi, nella Sala della Spoliazione dove San Francesco si spogliò dei suoi abiti e delle sue ricchezze, il bilancio delle casse vaticane ci mostra però una Chiesa tutt’altro che pauperista.

Eugenio Palazzini

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1 commento

Le finanze delle Chiese tedesche: scoppia lo scandalo | IL PRIMATO NAZIONALE 25 Ottobre 2013 - 9:36

[…] d’Assisi che fece della povertà un diretto valore religioso. Di qui, infatti, anche l’operazione-trasparenza in merito allo Ior (la banca vaticana) calorosamente promossa da Bergoglio. Quest’eterna tensione tuttavia, malgrado i buoni propositi, […]

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