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image (14)Roma, 19 mag – Non ci fossero di mezzo dei feriti e una questione di agibilità politica, CasaPound dovrebbe quasi ringraziare l’antifascismo militante. Con tre attacchi in pochi giorni, oltre ad aver mostrato il vero volto dell’estrema sinistra “costituzionale”, i sedicenti antagonisti hanno fatto vedere all’Italia che cos’è davvero Cpi. Negli infiniti documenti para-brigatisti stilati dai soliti “osservatori democratici”, CasaPound ne esce sempre come un movimento che finge di fare azione sociale, che non ha seguito popolare, che è isolato.

Ebbene, in pochi giorni abbiamo visto un attacco a un banchetto elettorale in cui, a fianco dei militanti che si sono battuti e hanno respinto l’assalto, c’erano anche persone “comuni”, signori di mezza età, ragazzi del quartiere (e ovviamente sono stati loro a essere feriti). Abbiamo visto il coraggiosissimo agguato a un “finto Caf” che poi, negli stessi filmati diffusi dagli antifascisti, è risultato essere… un vero Caf: altro che sezione, non si vede un simbolo politico, una bandiera, nulla che sia fuori posto, solo un signore anziano aggredito in tutta fretta da quattro vigliacchetti. Poi, ieri sera, è stato colpito un banco per la raccolta alimentare da destinare alle famiglie in difficoltà. Chi aveva dubbi che Cpi facesse davvero azioni per il sociale, ora ha la riprova di come stiano le cose. E di chi, invece, questa militanza in favore degli ultimi non la possa proprio soffrire, forse perché con la sua sola presenza mette a nudo la deriva a-sociale dei dirimpettai di estrema sinistra, presi ormai solo da battaglie di nicchia e di retroguardia.

Certo, per rendersi conto di tutto ciò, l’uomo comune avrà da compiere un certo sforzo di documentazione. Se invece si affiderà alle cronache dei giornali si farà tutt’altra opinione. Se l’attacco al banchetto elettorale è stato relegato in trafiletti, senza parlare del disabile ferito e con titoli che facevano persino intendere responsabilità invertite, se l’assalto al Caf è stato rilanciato con tono neutro e avalutativo, come se fosse una cosa normale, l’aggressione di ieri sera è stata raccontata con questo titolo da Repubblica: “Firenze, botte tra antagonisti e giovani di CasaPound”. Botte. Come le risse in discoteca. Come i regolamenti di conti fra spacciatori. L’articolo, poi, spiega bene di chi siano le responsabilità, quindi la colpa del titolista è doppiamente grave. Va così: nel migliore di casi sei corresponsabile della turbativa all’ordine pubblico insieme a chi ti ha appena aperto la testa. Nel peggiore e più frequente, ti assaltano e poi il Pd chiede che a non poter manifestare sia tu. Si fanno chiamare “antagonisti” e hanno i giornaloni e i grandi partiti dalla loro. Pensate se si fossero chiamati “conformisti”.

Giorgio Nigra

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12 Commenti

    • Abbiamo pronto giusto uno scambio : loro ritornano in Italia, e al loro posto ci vai tu. E poi il processo lo fanno a te. Che ne dici? Sei contento?

    • Prima dovresti occuparti di tua madre. Almeno per sapere con chi è.
      Anzi, prima ancora dovresti scoprire chi è.

  1. Purtroppo, questa repubblica di banane, nata da quella cosa aberrante è criminale che chiamano resistenza, ha partorito solo
    solo vigliacchetti di mezza tacca, e utili idioti.

    • E’ esattamente così. Anche perché, dal dopoguerra in poi, hanno fatto propria la massima di gramsci, di “mettere le mani” sulle generazioni giovani, e quindi sulle scuole. I risultati li vediamo ad ogni piè sospinto, ne siamo circondati purtroppo.

  2. di che vi stupite?quando montanelli fu ferito dalle br ,i giornali di regime,parlarono vagamente di un agguato ad un giornalista milanese,senza pubblicarne il nome

  3. parliamo di vigliaccheria culturale, gente che aggredisce i disabili o i bambini, non è degna . spero si estinguano.

  4. All’anonimo delle 12.17 : in questo articolo si parla di vigliacchi ed ecco appunto spuntarne uno che fa della scontata e ormai stantia ironia.

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