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Roma, 19 feb – “Inutile dire che la vicenda dei miei genitori ha totalmente oscurato tutto ciò che è accaduto ieri nel mondo della politica. Basta leggere i quotidiani di oggi per rendersene conto. Un capolavoro mediatico, tanto di cappello”. Così l’ex premier Matteo Renzi stamattina commenta la notizia degli arresti domiciliari per i suoi genitori, indagati per bancarotta fraudolenta e false fatture.

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Chi ha letto le carte e ha un minimo di conoscenza giuridica sa che privare persone della libertà personale per una cosa come questa è abnorme (emblematico il post di Enrico Mentana, che certo non può essere tacciato di renzismo)”. Infine “chi conosce la realtà sa che quelle carte, peraltro, non corrispondono al vero. Ma per questo ci sarà il processo”, conclude l’ex segretario del Pd.

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Mentana garantista

Ma che cosa ha detto il direttore del Tg La7, citato dall’ex premier?
“Ecco, ho letto le carte dell’ordinanza sui genitori di Renzi: non ho trovato un solo elemento che giustificasse una misura così grave com’è quella dell’arresto“. Così Mentana su Facebook.

“Invito qualunque persona spassionata, che non esulti o si disperi a ogni provvedimento giudiziario come fosse un derby, a leggere quelle pagine – prosegue il giornalista – Sono sconcertato, anche perché il Gip ha impiegato quattro mesi per decidere: e quindi non c’era rischio di inquinamento di prove, fuga o reiterazione del reato“.

“Qui non importa che siano persone anziane, o che abbiano un figlio importante, o perfino se siano colpevoli o innocenti – è il punto di vista di Mentana – Qui importa capire quali siano gli estremi per una misura cautelare, al di là del fatto che la notorietà del cognome abbia portato ai soliti fenomeni di fanatismo patibolare o assolutorio a prescindere”.

Le garanzie sono una cosa seria, e aspetto con interesse il riesame per capire se sono io che sbaglio”, conclude il giornalista.

In verità, il gip di Firenze motiva la custodia cautelare proprio con la reiterazione del reato.

Le reazioni della politica

Arresto genitori Renzi? Niente da festeggiare. Io festeggio quando si arrestano i mafiosi, i ladri, i terroristi, i delinquenti. Quando arrestano i genitori di un avversario politico, io non festeggio”, ha dichiarato ieri il vicepremier leghista Matteo Salvini.

Secondo il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, “questa cosa dolorosa non sarebbe accaduta se anche la sinistra avesse accettato di realizzare la nostra riforma della giustizia, con separazione dei giudici dai pm, che devono avere una carriera diversa”.

“Se fosse stata approvata la nostra riforma della giustizia – ribadisce Berlusconi ad Omnibus su La7 – non ci sarebbe stato questo arresto perchè la nostra riforma prevede in questi casi la cauzione e il fatto che i magistrati potessero applicare custodia preventiva solo per un reato di sangue”.

Per la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, “su temi come questo bisogna aspettare che la magistratura faccia il suo corso. Noi abbiamo denunciato più volte e forse anche per primi, cose che non tornavano nella gestione di alcune vicende da parte della famiglia Renzi. Lo abbiamo fatto quando Renzi era ‘potente’ semplicemente per amore di verità. Dopodiché vediamo quello che dice la magistratura”.

Il governatore toscano Enrico Rossi attacca la maggioranza

Tra le numerose “difese d’ufficio” dei vari esponenti dem, dalla Boschi a Calenda, che si sperticano in messaggi di solidarietà e vicinanza segnaliamo quello più velenoso del presidente della Regione Toscana: “Noi siamo garantisti, contrari alle strumentalizzazioni politiche, abbiamo fiducia nella magistratura e non crediamo ai complotti“. Su Facebook Enrico Rossi poi aggiunge: “E’ giusto che anche Salvini, ministro della Repubblica, accetti che il proprio operato sia sottoposto alla verifica di legalità. Ma la Lega e anche il M5stelle, quest’ultimo quasi al 100 per cento, diranno no, colpendo ancora la credibilità delle istituzioni democratiche”.

Insomma, se l’ex premier parla di operazione mediatica per oscurare il voto online dei 5 Stelle che ha salvato Salvini, ci pensa il “compagno” Rossi – ex Pci, Pds, Ds, Pd – a ricordarlo a tutti, attaccando la maggioranza.

Adolfo Spezzaferro

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