Roma, 30 ago – L’inchiesta parte da Torino, ma ormai è arrivata a Roma e Bruxelles. A sollevare il caso è stata Sara Sonnessa su TorinoCronaca, ricostruendo i rapporti tra Autistici/Inventati, l’associazione AI ODV e Paolo De Rosa, tecnico passato da Palazzo Chigi al gruppo di lavoro sull’innovazione del Partito democratico e infine alla Commissione europea. Una vicenda che, dopo le sanzioni americane contro Autistici/Inventati, ha già prodotto interrogazioni parlamentari e che presenta qualche elemento ulteriore rispetto a quelli emersi finora.
Autistici/Inventati finisce nella lista nera americana
Il 26 agosto l’Office of Foreign Assets Control del Tesoro statunitense ha inserito Autistici Inventati nella lista degli Specially Designated Global Terrorists, nell’ambito di un’azione contro quelle che Washington definisce reti terroristiche dell’estrema sinistra. Secondo il Tesoro americano, l’infrastruttura italiana avrebbe fornito architettura digitale, strumenti e servizi specializzati a cellule Antifa e altri gruppi violenti, compresa un’organizzazione terroristica straniera. Autistici/Inventati non è del resto una realtà sconosciuta nell’universo antagonista italiano. Da oltre vent’anni offre servizi di posta elettronica, hosting, mailing list e strumenti di comunicazione digitale a collettivi e militanti dei movimenti. Come ricostruito da TorinoCronaca, dalla sua infrastruttura sono passate realtà dell’antagonismo torinese, del movimento No Tav, siti e canali collegati ai centri sociali e numerosi altri soggetti della galassia radicale. Ma è proprio seguendo il filo amministrativo dell’infrastruttura che la storia diventa politicamente interessante.
AI ODV non è un semplice contenitore per le donazioni
L’inchiesta di Sonnessa individua infatti AI ODV, associazione costituita nel 2018, come destinataria delle donazioni indirizzate ad Autistici/Inventati. Il rapporto, però, sembra andare ben oltre quello tra un collettivo informale e un soggetto utilizzato soltanto per raccogliere fondi. Sono gli stessi documenti di Autistici/Inventati a dirlo. Nei Termini di servizio pubblicati sul proprio sito si legge che l’accordo per utilizzare email, siti, blog, mailing list, servizi IRC, Jabber e strumenti di anonimizzazione viene stipulato direttamente tra l’utente e «l’associazione A/I-ODV». I servizi sono definiti esplicitamente «A/I Services». Anche la pagina dedicata alle donazioni indica come beneficiario del bonifico Associazione AI ODV. C’è di più. Quando l’OFAC americana inserisce Autistici Inventati nella propria lista, attribuisce all’entità l’indirizzo di San Giuliano Terme utilizzato dalla stessa A/I-ODV e indica come contatto un indirizzo di posta sul dominio ai-odv.org. Il confine tra collettivo tecnologico e associazione, insomma, appare molto meno netto di quanto potrebbe suggerire la semplice formula dell’«associazione che raccoglie le donazioni». Ed è qui che compare Paolo De Rosa.
Da AI ODV a Palazzo Chigi e Bruxelles
Secondo la documentazione ricostruita da TorinoCronaca, De Rosa partecipò alla fondazione di AI ODV nel 2018 e ne divenne segretario. All’epoca lavorava già nella macchina della trasformazione digitale dello Stato: il sito ufficiale del Team per la Trasformazione Digitale lo colloca dal 23 ottobre 2017 nell’area Cloud & Data Center. Successivamente sarebbe diventato Chief Technology Officer del Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio. Non incarichi marginali. Nei documenti governativi il nome di De Rosa compare anche nel gruppo del Dipartimento coinvolto nel progetto Immuni, mentre il suo curriculum istituzionale descrive responsabilità nella supervisione di piattaforme digitali critiche della pubblica amministrazione, sicurezza, pagamenti e infrastrutture tecnologiche.
Nel 2023 arriva poi il passaggio politico: De Rosa viene inserito tra gli esperti del Gruppo di lavoro sulle politiche digitali e l’innovazione del Partito democratico, presentato alla sede nazionale del Pd alla presenza di Elly Schlein. Il partito lo definiva allora «ex CTO del dipartimento digitale e policy officer per la Commissione europea». Oggi il salto è completo. Sul sito della Commissione europea Paolo De Rosa viene presentato come Policy Officer e CTO dello European Digital Identity Framework, vale a dire uno dei tecnici impegnati proprio sul progetto dell’identità digitale europea.
Ora il caso entra nelle istituzioni
È su questa sovrapposizione che Fratelli d’Italia ha deciso di chiedere spiegazioni. Augusta Montaruli ha annunciato un’interrogazione alla Camera, mentre Carlo Fidanza porterà il caso davanti alla Commissione europea. Fidanza sostiene che De Rosa risulti tuttora segretario di AI ODV e chiede a Bruxelles se fosse a conoscenza del suo ruolo nell’associazione e se lo ritenga compatibile con le attuali mansioni nell’ambito dell’identità digitale. Ed è questo ormai il centro della vicenda. Non semplicemente quali siti siano stati ospitati sui server di Autistici/Inventati, né quante sigle dell’antagonismo abbiano utilizzato negli anni i suoi servizi. La questione è capire come il fondatore e segretario originario del soggetto giuridico che fornisce quei servizi sia contemporaneamente arrivato ai vertici tecnici della trasformazione digitale italiana e poi europea.
Washington ha appena colpito quella infrastruttura con uno dei suoi strumenti più pesanti in materia di antiterrorismo. De Rosa ha lavorato invece su alcuni dei dossier digitali più delicati dello Stato italiano, è stato scelto nel gruppo sull’innovazione del Pd e oggi opera sull’identità digitale dei cittadini europei. A questo punto la domanda posta dall’inchiesta di TorinoCronaca non riguarda più soltanto Torino. Riguarda Palazzo Chigi, il Nazareno e soprattutto Bruxelles: chi sapeva cosa, quali verifiche sono state effettuate e quale rapporto esiste oggi tra De Rosa e AI ODV? Le interrogazioni sono partite. Adesso tocca alle istituzioni rispondere.
Vincenzo Monti