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Roma, 22 ott – Stop alla corsa al tampone, le file sono a rischio contagio. A lanciare l’allarme è Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova. “Occorre evitare il sovraccarico delle strutture che fanno tamponi. C’è infatti una corsa a questi test: si va dal medico e gli si chiede di prescriverlo, ma così il dottore si trova tra l’incudine e il martello perché ha tante persone che chiedono la stessa cosa. Quindi occorre evitare di usare i tamponi quando non sono appropriati, altrimenti si creano file e attese“.

“Tante ore in fila aumentano il rischio di contagi”

E proprio in queste lunghe file che durano ore si annida il rischio del contagio. “Pensiamo a tante persone che stanno 6-7 ore in coda, si crea un ambiente dove potrebbe avvenire un calo di attenzione nelle misure di prevenzione e se c’è un positivo ci può essere il rischio anche di potenziali contagi“, avverte Bassetti, che è anche membro della task force Covid-19 della Liguria. “E’ evidente che c’è stata una accelerazione improvvisa dei casi – fa presente l’infettivologo -. Una situazione inaspettata per certi versi, e ora diventa molto difficile tracciare tutti i contatti“.

“Tracciamento ora difficile, chi ha avuto contatti con positivi si metta in quarantena da solo”

Ecco perché Bassetti invita i cittadini a prendere l’iniziativa in modo responsabile. “Immaginiamo che ci sono città che hanno ogni giorno 500-1.000 nuovi casi, e se per ognuno ci sono 10 persone di contatto, il tracciamento diventa molto difficile perché c’è bisogno di personale sanitario e in molte situazione manca. Così il ‘contact tracing’ viene meno. Serve quindi una responsabilità forte dei cittadini – spiega l’infettivologo – chi ha avuto contatti diretti, per più di 15 minuti, con casi positivi si deve quarantenare. E’ importante, ci vuole la responsabilizzazione del cittadino, a prescindere dalle decisioni delle autorità sanitarie”. Insomma, Bassetti – che da settimane cerca di non alimentare allarmismi sui contagi, attenendosi sempre ai dati scientifici, e che di recente ha criticato anche i lockdown regionaliesorta i cittadini a rimediare ai ritardi da parte del Sistema sanitario nazionale in caso abbiano il sospetto di essersi contagiati e di giocare d’anticipo, senza aspettare di essere sottoposti al test.

Adolfo Spezzaferro

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