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Roma, 22 ott – Come tutti sanno, il M5S è in crisi ormai da mesi. Anzi, a dirla tutta, il lento declino è iniziato pochi mesi dopo la formazione del governo gialloverde e l’asse «avvelenato» con Matteo Salvini. In circa un anno, infatti, i grillini sono riusciti a dimezzare i propri voti e a passare da primo a terzo partito d’Italia (ma ormai anche quarto, visto il sorpasso di Fratelli d’Italia). Di qui le varie voci su possibili scissioni in un movimento alla canna del gas: il primo indiziato è sempre stato Alessandro Di Battista, che ha aspramente criticato la direzione grillina per aver formato il governo insieme al Pd. Eppure, le quotazioni di «Dibba» sono attualmente in ribasso. Ecco perché inizia a circolare un’ipotesi: e se fosse Di Maio a farsi un proprio partito, quanto prenderebbe?

Il sondaggio

Questa è la domanda che si è posto il quotidiano La Notizia, che ha quindi commissionato un sondaggio all’Istituto Lab21 diretto dall’esperto Roberto Baldassari. E i risultati sono stati sorprendenti: un ipotetico partito di Di Maio varrebbe addirittura il 9,2%. Si tratta di numeri potenziali e ipotetici, certo, ma tutt’altro che irreali. In pratica, l’attuale ministro degli Esteri prenderebbe molti più voti di Italia viva di Renzi. Analizzando il bacino elettorale del partito, l’83% dei suoi potenziali elettori verrebbe dal M5S, com’era facile attendersi. In sostanza, Di Maio da solo andrebbe di fatto a svuotare il già traballante movimento fondato da Beppe Grillo. Per il resto, l’ex vicepremier raccoglierebbe 10,4% dall’area di centrosinistra, di cui l’8,3 direttamente dal Pd. Solo il 4,2% varrebbe invece la fetta soffiata al centrodestra.

Di Maio tra M5S e scissione

Secondo il sondaggio, insomma, «la squadra del Ministro farebbe un salto in avanti rispetto ad un qualsiasi partito nascente ma allo stesso tempo andrebbe ad indebolire notevolmente, per non dire decretarne la morte, l’attuale Movimento 5 Stelle. Perché è proprio da quel bacino che proverrebbero oltre l’80 per cento degli elettori di Di Maio». I risultati del sondaggio sono quindi stati commentati da Francesco D’Uva nello studio di RaiNews24: «Questi dati – ha detto il deputato M5S – ci dicono quanto sia importante la leadership di Luigi Di Maio, che al di là del ruolo o dell’incarico resta un leader nel Movimento. Le posizioni prese finora, il fatto che ci ha portato in Parlamento con il 32% o che abbiamo vinto il referendum con un suo impegno in prima persona, dimostrano proprio questo». Per ora, naturalmente, stiamo parlando di fantapolitica, e la strategia di Di Maio rimane quella di riprendersi la leadership del movimento. Ma se il M5S dovesse affondare, chissà che il ministro degli Esteri non possa davvero farci un pensierino…

Elena Sempione

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