Roma, 14 gen – Arriverà oggi in Italia verso le 11.30 con un volo partito ieri sera dalla Bolivia il terrorista comunista pluriomicida Cesare Battisti, arrestato due giorni fa dall’Interpol. Sarà preso in consegna dal Gruppo operativo mobile della Polizia penitenziaria e tradotto direttamente al carcere di Rebibbia a Roma.



Ad attendere il suo arrivo all’aeroporto di Ciampino ci saranno anche i ministri dell’Interno Matteo Salvini e il titolare della Giustizia Alfonso Bonafede.
“L’aereo con Battisti decollato adesso direzione Italia: sono orgoglioso e commosso!” ha twittato nella serata di ieri il leader della Lega. “È fatta: è appena decollato da Santa Cruz l’aereo diretto a Roma con a bordo #CesareBattisti”, ha detto il premier Giuseppe Conte. “Cesare Battisti tornerà in Italia direttamente dalla Bolivia. In questo modo, l’ex terrorista sconterà la pena che gli è stata comminata dalla giustizia italiana: L’ERGASTOLO!“, ha scritto il Guardasigilli Bonafede.

Pedinato da una squadra di esperti poliziotti della Criminalpol e dell’Antiterrorismo italiano, l’ex appartenente ai Proletari armati per il comunismo (Pac) è stato catturato sabato in una strada di Santa Cruz dalla Polizia boliviana. Portava una barba finta e addosso aveva un documento d’identità.
Il ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, in un colloquio telefonico avvenuto ieri sera, ha ringraziato il ministro degli Esteri della Bolivia, Diego Pary, “per l’efficace e solerte collaborazione che le autorità boliviane hanno garantito nell’arrestare e nel permettere la rapida espulsione verso l’Italia del pluricondannato per omicidio Cesare Battisti”.

La Bolivia ha immediatamente dato seguito al decreto di espulsione per ingresso illegale nel Paese. Con la partenza dalla Bolivia di fatto salta l’accordo siglato qualche tempo fa col Brasile che prevedeva una pena a 30 anni al posto dell’ergastolo. Con un volo diretto dalla Bolivia, Battisti dovrà scontare invece tutta la sua pena nelle carceri italiane. Il vicepremier Salvini ha ribadito: “Questo finisce la sua vita in galera, ed è giusto per quello che ha fatto all’Italia e agli italiani“.

Battisti è stato condannato in Italia a due ergastoli per quattro omicidi. In du di questi, quello del maresciallo Antonio Santoro, avvenuto a Udine il 6 giugno del ’78, e quello dell’agente Andrea Campagna, avvenuto a Milano il 19 aprile del 1979, il terrorista sparò materialmente.
Nell’uccisione del macellaio Lino Sabbadin, a Mestre, il 16 febbraio del ’79, invece, Battisti fece da copertura armata al killer Diego Giacomini e, nel caso dell’uccisione del gioielliere Pierluigi Torregiani, avvenuta a Milano il 16 febbraio del ’79, venne condannato come co-ideatore e co-organizzatore. In quest’ultimo caso, poi, all’omicidio si aggiunse un’ulteriore tragedia: nel corso della colluttazione, il figlio del gioielliere Alberto fu colpito da una pallottola vagante e da allora, paraplegico, è sulla sedia a rotelle.
Ieri, intervistato in merito alla cattura dell’assassino di suo padre, ha detto: “E’ la volta buona, vada subito in prigione”.

Dopo essere evaso da un carcere italiano, Battisti si è rifugiato in Francia, Messico e Brasile fino alla fuga in Bolivia lo scorso dicembre dopo l’ordine di arresto emesso da Luiz Fux, giudice del Tribunale Supremo brasiliano e il decreto di estradizione firmato dal presidente uscente Michel Temer.

Il terrorista non si è mai pentito. Adesso, dopo un quarto di secolo, i familiari delle vittime potranno avere finalmente giustizia.

Adolfo Spezzaferro

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