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Milano, 18 set – Non si ferma la battaglia del plurindagato sindaco di Milano, Beppe Sala, contro i caduti di guerra. È bastato che un assessore della giunta, già in odor di dimissioni, ventilasse l’ipotesi di portare fiori caduti della RSI. Un’idea, in linea con l’umana pietà e con quanto fatto negli ultimi due anni dalla giunta Pisapia, che al primo cittadino però non è piaciuta. E non solo a lui.



L’assessore alla sicurezza del Comune di Milano, Carmela Rozza, nei giorni scorsi aveva proposto di deporre una sola corona il 2 novembre per tutti i caduti, partigiani e della Repubblica di Salò, in modo da ricordare “tutti i caduti di tutte le guerre”. Anche perché, ha spiegato su facebook l’assessore Rozza “quella data è una festività religiosa ed è la ricorrenza dei morti. Tutti. Non c’è in quella occasione nessun giudizio di tipo morale o politico”.

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Apriti cielo. Anpi, antifascisti e sinistra varia hanno gridato allo scandalo, si sono detti “sconcertati”, dimentichi forse di quanto fece l’amministrazione precedente che non poteva essere certo definita di destra. L’Osservatorio democratico sulle nuove destre ha definito la proposta che ha spaccato la giunta come “ignobile e indecente, niente più che una legittimazione postuma”.

L’Anpi, in particolare, è scesa sul piede di guerra, ricordando le promesse fatte da Sala lo scorso anno, quando la corona al Campo X venne messa: “non avverrà mai più”, erano state la parole di Sala. E infatti, puntuale è arrivato il niet all’idea dell’assessore Rozza, il cui gesto sembrava essere una timida apertura dopo le polemiche seguite al 25 aprile.

“La pietà è per tutti, ma non va confusa con il giudizio sul valore delle scelte compiute da ciascuno. Non ritengo quindi che una corona debba essere deposta al Campo 10” si è precipitato a scrivere Sala sul suo profilo facebook. Quasi non era ancora atterrato dall’aereo al rientro da una missione in Perù, che il sindaco ha subito tranquillizzato i partigiani dell’Anpi sul fatto che Palazzo Marino è dalla loro parte. Peccato, però, che un sindaco dovrebbe essere super partes e rappresentare tutti i cittadini. Anche quelli che non la pensano come lui.

Anna Pedri

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