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Roma, 3 dic – Immigrazione, accoglienza Ius Soli sono temi che non infiammano solo il dibattito politico italiano. Anche nelle compassate stanze del Vaticano, laddove oltre ai problemi strettamente politici si aggiungono dispute di natura teologica, cova infatti da tempo un fronte contrario alle scelte di Papa Francesco. Si è parlato di movimento, di fronda anti-Bergoglio. E oggi anche di scisma.

Dall’ex capo dello Ior (accreditato molto vicino al papa emerito Joseph Ratzinger) Ettore Gotti Tedeschi, al cardinale americano Raymond Leo Burke fino all’ex prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il porporato tedesco Gerhard Müller – “Potrebbe maturare uno scisma all’interno del mondo cattolico, ricordiamoci di quanto accaduto con Lutero”, aveva dichiarato non più tardi della scorsa settimana – i supposti membri di questa “fronda” sembrano rifuggere dall’ipotesi, ma lo scontro all’interno del Vaticano sembra acuirsi sempre di più.

Ad aprire le danze era stato, lo scorso luglio, proprio Gotti Tedeschi: “Stanno cercando di intimidire il Papa Emerito – aveva spiegato – affinché non si permetta di dare suggerimenti o persino di correggere ciò che si dice o non dice ma si fa capire in materia dottrinale”. E sempre lui era comparso tra i firmatari della “correzione filiale” che era seguita ai Dubia sull’enciclica Amoris Laetitia sollevati da quattro cardinali.

chiesa scismaUno di essi era proprio Burke, che nei giorni scorsi è intervenuto per lanciare un nuovo affondo. “A un anno di distanza, dato che il Papa non ha ancora risposto, credo si possa interpretare il silenzio, e anche il non riscontro del ricevimento delle nostre comunicazioni, come un segno che il Papa in qualche modo non riconosce questi interventi come meritevoli e legittimi”, ha detto nel corso di un’intervista al Giornale. Ma non è solo l’enciclica a tener banco: “Sullo ius soli credo si debba essere prudenti a causa delle ripercussioni del provvedimento sull’identità di questo Paese. Per me è sbagliato che la Chiesa eserciti il ruolo di un partito in appoggio a una legge specifica in una questione che deve essere tenuta dentro il confine di un giudizio prudenziale”. E incalzato dalle domande, ha usato anche per la prima volta proprio quella parola: “Per me la confusione è preoccupante: io non vorrei mai far parte di uno scisma. Alcuni dicono: C’è già uno scisma non dichiarato. Ecco, io devo stare attento a non contribuire a una tale situazione”.

Nicola Mattei

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3 Commenti

  1. Ma speriamo che ci sia uno scisma! La situazione è irrecuperabile, dall’interno non è più possibile una “rettificazione” (per dirla con Guénon). Bergoglio ha modificato in senso “progressista” tutti i gangli vitali della struttura e ormai la Chiesa di Roma è diventata una Ong di estrema sinistra, con l’aggravante di avere un moralismo subdolo e invasivo, che elargisce solo sensi di colpa a molte brave persone. Speriamo che Burke e compagnia prendano l’iniziativa, ma la vedo dura: troppi chierici attaccati alla poltrona, oppure impigriti o rassegnati. Comunque sia, o golpe o scisma. E occorre agire al più presto.

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