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Reggio Emilia, 26 lug – Emergono ulteriori elementi dalle carte dell’inchiesta Angeli e Demoni sugli affidi illeciti di Bibbiano. Questa volta non si parla di bambini strappati alle famiglie e affidati ad amici e conoscenti della psicoterapeuta Anghinolfi, ma di affidi inesistenti, presenti solo sulla carta, per coprire e giustificare passaggi di denaro nelle casse della coop Hansel e Gretel.

Finto contratto

E’ il caso, riportato da Il Resto del Carlino, di una signora nominata affidataria di due bambini: nel 2017 di una femmina, nel 2018 di un maschio. Ma quei due bimbi, la donna non li ha mai né visti né accolti nella propria abitazione: l’affido era solo sui documenti che Federica Anghinolfi – la responsabile dei servizi sociali della Val d’Enza agli arresti domiciliari per falso in atto pubblico, abuso d’ufficio, violenza privata e lesioni gravissime – le aveva fatto firmare si può dire “a occhi bendati”. Tutto questo sfruttando la situazione di disagio economico della finta affidataria, che nel 2016, a causa di difficoltà monetarie, si era rivolta ai servizi sociali della Val d’Enza «a cui mi indirizzò il centro per l’impiego. Feci un tirocinio di segreteria, percependo 550 euro mensili per i primi sette mesi». Qui venne avvicinata dalla Anghinolfi, le cui azioni anche in questo caso rivelano tutto il suo carattere manipolativo: «Le chiesi di poter lavorare e lei mi propose come cuoca all’App», cioè un centro di aggregazione giovanile in Val d’Enza, «per tre volte alla settimana in cambio di 360 euro al mese. Lei mi disse che era necessario formalizzare la mia attività attraverso un documento». Fin qui sarenne tutto normale, se non che il «documento» altro non era che il famoso finto contratto di affido: «Mi fu consegnato un foglio dove Federica indicava che mi dava un bambino (di cui fa nome e cognome, ndr.) in affido sostegno». Ma «in realtà, né nel 2017, né nel 2018 diedi ai due minori alcuna accoglienza. Li conosco solo perché a pranzo cucino per loro e per tutti gli altri ragazzi. Non conosco le loro storie e neppure chi siano i genitori».

Giro di fondi

La signora prosegue spiegando che la Anghinolfi a quel punto le «chiese di diventare un tramite per il pagamento delle spese di psicoterapia, senza precisarmi il perché». Il giro dei fondi è così descritto: «Da quel momento i servizi sociali, a cui il centro ‘Hansel e Gretel’ trasmette le fatture a me intestate per la psicoterapia del minorenne, mi anticipano ogni mese la somma sul mio conto. Poi io, come da indicazioni di Federica, faccio un bonifico alla ‘Hansel e Gretel’». Come se non bastasse, c’è anche la testimonianza  della madre del bambino mai affidato: «Mio figlio è sempre rimasto a casa mia, sotto la supervisione dei servizi sociali. Sono sbalordita, ero all’oscuro di tutto. Non conosco questa signora e mio figlio non le è mai stato affidato». Per quest’episodio Anghinolfi è indagata per falso ideologico in atti pubblici: «Attraverso il documento falso è stata predisposta la pezza d’appoggio per dare alla cuoca una sorta di retribuzione in assenza di assunzione formale, facendo inserire la voce di spesa nel bilancio dell’Unione dei Comuni come ‘rimborso affido’ per il bambino».

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