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Brescia, 2 mar – Era finito in manette per ben 11 volte nei passati 19 anni, sempre con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. Come riportato da QuiBrescia, il tunisino 42enne risiedente a Brescia non aveva la minima intenzione di cambiare vita e aveva seguitato – complice una giustizia claudicante, se non assente -, a spacciare droga nei parchi della zona sud della città. Le condanne, se così si possono chiamare, non erano di certo bastate a tenerlo lontano dalla criminalità: del resto perché cambiare vita quando si ha la matematica certezza di farla quasi sempre franca?

Dodicesimo arresto

E quindi, a distanza di due mesi dall’ultimo fermo, mercoledì scorso gli agenti del Nucleo di Polizia Giudiziaria della Locale di Brescia lo hanno sorpreso nuovamente sul fatto, mentre vendeva alcune dosi di stupefacente ai clienti del parco di viale Zara. L’immigrato, volto arcinoto agli agenti, è stato subito notato e intercettato: sicuri che la sua presenza nell’area verde fosse connessa allo svolgimento di qualche attività illecita, hanno dato via al pedinamento. Dopo aver assistito a due scambi, i vigili sono intervenuti per arrestare il pusher mentre cedeva due buste di eroina e quattro di cocaina a una coppia di italiani. Per lo spacciatore è scattata la perquisizione e l’arresto. Dopo il fermo, giovedì 28 febbraio, l’uomo è stato condotto in tribunale per essere sottoposto a rito direttissimo. Il giudice ha convalidatola misura restrittiva ma l’avvocato del pusher ha ottenuto il rinvio del processo.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

2 Commenti

  1. Cosa c’è di nuovo?
    È la regola…
    Il delinquente, perché mai dovrebbe essere carcerato? Questa è la giustizia italiana.

    Va punito il commerciante che non rilascia lo scontrino, non il pusher!
    Viva l’Italia

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