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Roma, 1 mag – La presidente della Calabria Jole Santelli rimane salda sulle sue posizioni e sull’ordinanza nella Fase 2, che permette la riapertura di bar e ristoranti della regione ben prima delle tempistiche indicate dall’ultimo Dpcm. A nulla è servito l’altolà con minaccia di diffida del ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia. Stamattina Santelli ha infatti ribadito la sua decisione in un’intervista rilasciata a La Stampa. La diffida, per il governatore, «è un atto che il governo legittimamente può fare. Anche se io lo sconsiglierei fortemente. Io non ho riaperto la ristorazione all’interno dei locali, ho solo consentito di mettere qualche tavolo all’aperto. Tutto questo pasticcio per qualche tavolo mi pare eccessivo», spiega Santelli.

Che non ha la minima intenzione di ritirare l’ordinanza, ritenendola «una norma giusta», prevedendo che «entro dieci giorni il governo farà lo stesso con un nuovo Dpcm. Io ho seguito un protocollo con precauzioni rigide, non penso di avere fatto nulla di sconvolgente. Se il governo deciderà di impugnare sarà un atto politico, secondo me potrebbe evitare», ribadendo l’impegno della Regione nel contenimento dell’epidemia: «Siamo quelli che hanno fatto più tamponi. Siamo arrivati a 24 tamponi per ogni contatto. Proprio perché siamo consapevoli di avere una sanità in difficoltà abbiamo cercato di fare una rete di contenimento», spiega.

Il governatore non si dice preoccupato a proposito dello studio dell’Iss circa l’esplosione dei contagi citato dal governo: «Guardi che i ristoranti li ha riaperti il governo quando ha consentito possibilità di asporto. Le cucine sono aperte. Io ho solo previsto la possibilità di mettere dei tavoli fuori», puntualizzando come «anche l’Iss dice che all’aperto i rischi sono minimi. Ma l’aumento dei contagi non sarà dato da due tavolini davanti a un bar o a un ristorante». Il rischio vero, per Santelli, è dato dall’esodo dalle regioni del Nord atteso dopo il 4 maggio: «quello che ha autorizzato con il Dpcm, la possibilità di rientrare al Sud per chi era rimasto bloccato al Nord nelle scorse settimane. Io ho dovuto fare un’ordinanza per chi torna, è il terzo esodo in rientro che siamo costretti a gestire da soli». E conclude: «Io non ho fatto una norma contro il governo ma per la Calabria, secondo me aiuta la Calabria e i calabresi. Le misure dovrebbero essere discusse molto di più con i territori.

Cristina Gauri

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8 Commenti

  1. Trascurando l’ interessante sussulto critico-costruttivo della presidente J. Santelli, ritengo l’ occasione opportuna per sottolineare che il Veneto e la Calabria sono due regioni che da molti decenni resistono e sono esempio frenante a fronte di certo conformismo italiota. Se amiamo l’ Italia è bene chiederci ed assumere i valori di queste aree come volano per l’ inizio di una unità vera e non fasulla e forzata. Sarà un lavoro lungo perché sono state “contaminate” anche queste regioni, ma l’ unità parte da chi e da dove l’ unità aveva ragioni a non volerla! Altrimenti l’ unità vera non esiste.

  2. penso che se ogni regione si comportasse così il passo successivo sarà la secessione fiscale delle regioni del nord e a quel punto la pasionaria calabrà avrà poco da eccepire

  3. L’ordinanza della governatrice regionale oggi più di ieri appare divisiva,potenzialmente pericolosa per i rischi cui va incontro e per le conflittualità che provoca.A me sembra un frettoloso esperimento politico, dal quale si potrà ricavare una critica al governo centrale se le cose dovessero andare bene,oppure al contrario, una conferma che la fretta della Governatrice possa essere stata causa di non augurabili esplosioni di contagi in Calabria.fino ad ora in situazioni non allarmanti. Nell’uno e nell’altro caso la signora Santelli altro non sarebbe che un pupazzo nelle mani di chi fa tatticismi.anche politici,ed esperimenti,sulla pelle e sulla condizione della gente.Gli uomini liberi,che non hanno nè padrini,nè padroni e che non debbono portare acqua a nessun mulino politico e che non hanno debiti di riconoscenza nei confronti di nessuno, sono esterrefatti per quanto accade in questa terra millenaria.Proclami a Roma,ordinanze a Catanzaro.I soldi ai bar,ai ristoranti,alle piccole e medie imprese non stanno arrivando nè da Roma,nè ne arriveranno dall’apertura di cui all’ordinanza Regionale dell’altro ieri.Quest’Italia è…nave senza nocchiere in gran tempesta,serva (della cosiddetta UE,delle banche, della Troika,degli USA e dell’alta finanza). E questa terra di Calabria, se governata con cotanta superficialità e strumentalità propagandistica non avrà vita serena nel suo corpo sociale.Ci illudiamo se speriamo che la gente,autorizzata da un’ordinanza Regionale,abbia lo spirito,oltrechè la sicurezza e la serenità per andare a sedersi ai tavoli dei bar e delle pizzerie,anche se posti all’aperto-e non si sa come-. Ben altro ci vuole per riprendere le abitudini del pre-COVID 19. Finchè non ci sarà una cura o un vaccino,nulla sarà come prima.E poi credo che la prima cosa che vorrà fare tanta gente è di tipo spirituale, non materiale e consumistico: andare in Chiesa per pregare DIO e prendere il Corpo e il sangue di Cristo con la Comunione e subito dopo far visita ai propri morti, al Camposanto.

    Micu G. dalla terra di ‘nduja

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