Roma, 9 gen – I 5 Stelle presentano un ddl per liberalizzare la cannabis. “Partendo, come base, dal lavoro fatto nella scorsa legislatura dall’intergruppo parlamentare, ho depositato in Senato un disegno di legge in materia di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati“. Così il senatore M5S Matteo Mantero (sì proprio lui, che nei giorni scorsi si è schierato con i sindaci rossi contro il dl Sicurezza di Salvini).
Mantero prosegue: “In sostanza, quello che prevede il disegno di legge e che spero faccia partire un serio dibattito parlamentare è volto a: consentire, a determinate condizioni, la coltivazione della cannabis, in forma individuale (fino a 3 piante) o associata (fino a 30 persone e dopo comunicazione alla Prefettura); prevedere la liceità della detenzione di cannabis entro determinate quantità (15 grammi in casa e 5 grammi fuori), oltre a correggere la legge sulle infiorescenze, che ora vengono vendute nei cosiddetti ‘shop di cannabis light’ per uso tecnico, prevedendone la possibilità di essere vendute per uso alimentare o erboristico (saranno soggette a tutti quei controlli dovuti e legati a quel tipo di attività) e innalzando la percentuale di Thc che possono contenere fino all’1%; disciplinare le condotte illecite prevedendo una differenziazione di pena in relazione alla tipologia delle sostanze (droghe pesanti, droghe leggere)”.

Il senatore vicino al presidente della Camera, il “compagno” Roberto Fico, nel motivare il suo ddl (che sembra “partorito” da LeU, a dire il vero) ne fa una questione di salute pubblica: “Consentire l’autoproduzione di cannabis come pure la regolamentare la produzione e la vendita di infiorescenze della cosiddetta “light” e consentirne l’utilizzo a scopo ricreativo – sottolinea Mantero – costituirebbe un’importante tutela della salute pubblica, in quanto si sposterebbe il consumo di cannabis, dal mercato illegale di prodotti potenzialmente nocivi per la salute, a prodotti invece coltivati con rispetto per la salute dell’utilizzatore”.

Insomma, una bella canna di marijuana sana e legale è meglio di una comprata dallo spacciatore con dentro chissà cosa. Non fa una piega. I pusher nigeriani già temono per il posto di lavoro.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. Sarà… Ma io punirei con trent’anni di galera anche il possesso di un solo grammo di droga, leggera o pesante che sia (ammesso che questa distinzione abbia ragione di esistere).
    Se i giovani non fossero così coglioni, si domanderebbero autonomamente per quale motivo si cerchi in ogni modo di rincretinirli mediante queste sostanze.

  2. Ben venga…almeno ci leviamo dai coglioni le bande di immigrati che spacciano ovunque….e comunque vorrei ricordare a tutti coloro che dicono in generale no alle droghe (frase che vuol dire tutto e niente) che allora dovrebbero togliere dal mercato anche tutti gli alcolici e le sigarette, senza contare il settore farmaceutico.
    E per chiudere, chi esagera col fumare al massimo si addormenta, chi esagera con l’alcool invece? Penso che lo sappiamo tutti cosa succede….

  3. Io sono a favore di una legalizzazione che preveda una contropartita per la collettività. Anche se poco pericolosa la cannabis ha in ogni caso delle ricadute sociali che vanno ripagate, per questo motivo è inaccettabile qualsiasi ipotesi di legalizzazione simile a quella proposta da questo demente pentastellato: per ogni canna lo stato deve portare a casa dai 2 ai 5 euro, in questo modo si crea gettito per sanità, istruzione e infrastrutture. Fumare non è un diritto, è un vizio non dissimile dall’alcol, siccome sull’alcol lo Stato ci guadagna, sulla cannabis deve valere la stessa regola. Senza il controllo – anche economico – dello Stato, è assolutamente ridicolo che la malavita smetta di guadagnarci, anzi è molto probabile il contrario: se posso tenermi in casa fino a 15 gr ma la produzione non è controllata dallo Stato, indovina chi se ne occupa? La ndrangheta.

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