Roma, 15 dic – Anche la Cappella Sistina al centro di una truffa clamorosa a danno dei Musei Vaticani, secondo quanto riportato da Tgcom24. E le ironie comico-cinematografiche sorgono, a quel punto, spontanee, richiamanti alla celebre scena di un film di Totò, nel quale il caratterista napoletano vendeva addirittura la Fontana di Trevi a un turista piuttosto tonto.

Cappella Sistina “venduta” senza diritti né autorizzazioni

Una truffa a sei zeri, così viene definita, quella che coinvolge la Cappella Sistina “venduta” senza diritto. Il sito d’informazione statunitense The Daily Wire pubblica infatti un’inchiesta dove si parla apertamente di un “furto high-tech di opere d’arte del valore mondiale”. Una società italiana, secondo la ricostruzione, vendeva i diritti di licenza sulle opere d’arte dei Musei Vaticani, senza però possederne alcuno (e senza godere di alcuna autorizzazione da parte della Santa Sede). A marzo un avvocato di New Tork, Sarah Rose Speno, aveva contattato la società per chiedere un preventivo sull’utilizzo di alcune immagini dei Musei Vaticani, che sarebbero dovute finire in un libro: “Avevamo scoperto un volume con alcune immagini ad alta risoluzione degli interni del Vaticano, compresa la Cappella Sistina. Ci interessava molto avere l’opportunità di ottenere la licenza per quelle immagini il prima possibile”, ha dichiarato.

Poi, la scoperta del raggiro: richieste economiche esorbitanti (circa 550mila euro) e l’assenza totale di documenti ha insospettito la donna, che ha deciso di andare a fondo e di chiedere ulteriori garanzie documentali, che non sarebbero mai state fornite. Speno ha anche aggiunto: “Lo schema è diventato evidente quando ci hanno chiesto un bonifico in contanti di 82.500 dollari entro il loro rientro dalle vacanze estive, in agosto. Ci dissero che avrebbero fornito il via libera del Vaticano, se e solo se, fosse stata versata la cifra pattuita”.

Come la Fontana di Trevi di “Tototruffa ’62”

Il caro Antonio De Curtis, in arte Totò, in suo popolare film vendeva la Fontana di Trevi ad un ingenuo turista. Ci andiamo molto vicini, anche se non è esattamente la stessa cosa. Il vicedirettore dei Musei Vaticani, monsignor Paolo Nicolini, dopo essere stato interpellato proprio dal The Daily Wire ha infatti negato di aver concesso alla società in questione l’autorizzazione per la vendita dei diritti sulle opere d’arte. Tra l’azienda e il Vaticano c’è un documento che certifica relazioni precedenti, risalente al 2015, dove la Santa Sede autorizza l’esclusiva per un servizio fotografico all’interno della Cappella Sistina. L’accordo però riguardava una singola pubblicazione. La società, nel frattempo, tace sulla questione, non confermando né smentendo le accuse.

In relazione all’articolo di cronaca pubblicato in data 15 dicembre
2022, intitolato ““Vendevano” la Cappella Sistina come Totò la Fontana di
Trevi: truffa clamorosa ai Musei Vaticani”, la società Scripta
Manneant (SM) contesta fermamente la ricostruzione operata e dichiara che i presunti fatti dichiarati dal periodico online Dailywire.com, non corrispondono a verità. SM si propone sui mercati internazionali con prodotti editoriali di
alta qualità e recentemente anche nella produzione di mostre immersive
perché, al momento, risulta essere l’unica società italiana che ha chiesto e
ottenuto dal MISE un apposito brevetto riguardante gli shooting fotografici
riservati alle opere d’arte, grazie ai quali si possono ottenere esperienze
immersive di alto valore artistico. Le accuse mosse nei confronti della SM sono
diffamatorie e non veritiere.

Alberto Celletti

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