Roma, 7 mag – A Casal Bruciato (Roma Est), dove il sindaco di Roma Virginia Raggi ha trasferito una famiglia di 11 rom in un alloggio popolare, esplode la rabbia dei cittadini contro Roberta Della Casa (M5S), presidente del IV Municipio, che ancora una volta si è schierata contro i romani. “Non abbiamo intenzione di piegarci alle strumentalizzazioni politiche e alle proteste. Andiamo avanti, avendo come faro la legalità. Oggi, come qualche settimana fa, siamo di fronte ad un’assegnazione regolare, ad una famiglia che aveva fatto domanda per la casa popolare e che legittimamente se l’è vista assegnare. Il rispetto delle regole per noi viene prima di tutto”, ha detto Della Casa.  Ma, come è noto, la lista d’attesa delle famiglie romane è stata scavalcata per dare spazio ai rom.

“I rom trasferiteli in centro, non qui da noi”

Ecco perché quando l’esponente M5S è arrivata in via Sebastiano Satta è stata presa d’assalto dai residenti infuriati: “Portateli al centro, in Prati, ai Parioli, perché dovete portarli tutti da noi questi rom?”, gridano tutti. “Non è giusto che i nomadi paghino soltanto 8 euro al mese di affitto”, fanno presente. Insomma, Della Casa si è ritrovata di fronte tutti quei cittadini che dovrebbe amministrare nel loro, di interesse, e non di quello della Raggi, che vuole salvarsi la faccia con il buonismo dell’integrazione e la narrazione dei nomadi accompagnati a lavorare e a scuola. Il tutto sulla pelle dei cittadini.

Il video della protesta contro Della Casa:

CasaPound: “I campi nomadi non si superano scavalcando gli italiani in graduatoria”

Questa della Raggi non è integrazione, non si fa integrazione sulle spalle dei romani. I campi nomadi non si superano scavalcando gli italiani in emergenza abitativa nelle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi popolari. Basta ipocrisie, basta passerelle elettorali: ora qua con i cittadini ci siamo noi, c’è CasaPound. E vediamo se questi rom oggi rientreranno in questo appartamento scippato ai romani”, afferma Mauro Antonini, responsabile del Lazio per CasaPound Italia.

Ludovica Colli

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