Roma, 3 set – “Alle 13.19 di oggi abbiamo superato le 56.127 votazioni da parte degli iscritti, è l’attuale record mondiale di partecipazione online a una votazione politica“. Esulta Davide Casaleggio, fondatore e presidente dell’Associazione Rousseau,che fa girare la piattaforma omonima su cui gli iscritti al Movimento 5 Stelle (da almeno sei mesi) stanno votando “Sì” o “No” a un governo M5S-Pd con premier Giuseppe Conte. Figlio di Gianroberto, fondatore del Movimento, Casaleggio è anche il presidente della Casaleggio Associati. Insomma, quando diciamo M5S diciamo Casaleggio e quindi, oggi, diciamo Davide. E proprio lui, con toni trionfalistici annuncia il successo della votazione online sulla piattaforma da lui gestita. Mentre è un continuo segnalare malfunzionamenti, schermate nere e impossibilità a votare, Casaleggio non frena l’emozione: “Sono molto contento di questa dimostrazione di democrazia diretta. Il M5s è l’unica forza politica quantomeno in Italia che fa partecipare gli iscritti a scelte così importanti per il futuro del Paese”.

I numeri del voto (secondo l’Associazione)

I numeri citati sono impressionanti, in effetti. Peccato che non sono citati da figure terze rispetto all’Associazione o alla Casaleggio Associati. “Nelle prime due ore di votazione (dalle 9 alle 11) hanno votato 29.781 iscritti certificati – riporta l’Associazione -. Abbiamo gestito 24.000 connessioni in contemporanea con picchi di 1.200 richieste al secondo“. Anche l’Associazione parla di primati assoluti: “Si tratta di un record storico per Rousseau: un traffico addirittura 10-12 volte superiore rispetto a quello del primo turno di votazioni per la scelta dei candidati alle europee”.

Chi controlla i controllori?

Non c’è che dire, quando mancano ancora ore alla chiusura della votazione, si è espresso oltre il 50% degli aventi diritto (prendendo in prestito l’espressione dalle elezioni vere). Sarà interessante vedere alla fine quanti sono gli astensionisti, i grillini che non si sono recati sul sito a votare. Certo, il record mondiale di una votazione politica online la dice lunga: mai nessuno ha mai raggiunto numeri simili semplicemente perché di solito le elezioni politiche non si svolgono su una piattaforma digitale sviluppata e gestita dal numero uno del partito politico su cui i votanti si devono esprimere. Qui la Costituzione non c’entra niente: è semplice buonsenso. Per non parlare poi del fatto che un gruppo di persone iscritte a un partito decide online il destino del governo di un’intera nazione. Una cosa del genere dovrebbe avere quanto meno gli ispettori Onu al seguito. Infatti, se i vari grillini fanatici della piattaforma parlano di trionfo della democrazia diretta, i meno esagitati fanno presente che hanno potuto votare anche gli espulsi dal Movimento, per esempio. O che nessuno può garantire l’assenza di brogli. Semplicemente perché nessuno controlla i controllori.

Ma i militanti grillini non sono (ancora) contrari all’accordo con il Pd?

In ogni caso, bisogna vedere se questa partecipazione in massa è solo il trionfo della democrazia diretta online oppure addirittura indice di una “conversione” in massa. Perché a leggere i commenti sui social, gli iscritti aventi diritto – occhio e croce – dovrebbero votare “No” all’accordo con il “partito delle banche e di Bibbiano”. E quindi il governo giallofucsia – sempre secondo i dettami della dottrina pentastellata – non dovrebbe nascere. Magari alla fine passeranno i “Sì”, ma con un piccolo margine, per non dare troppo nell’occhio.

Ludovica Colli

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