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Niente flat tax e ambientalismo. Ecco la bozza di programma del governo giallofucsia

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Roma, 3 set – Mentre gli iscritti al Movimento 5 Stelle stanno votando sulla piattaforma Rousseau “sì” o “no” al governo M5S-Pd, come anticipato dal capo politico Luigi Di Maio, sul Blog delle Stelle sono state pubblicate le “linee di indirizzo programmatico per la formazione del nuovo governo“. Una bozza di lavoro – si legge sul sito dei 5 Stelle – “che riassume le linee programmatiche che il presidente del Consiglio incaricato sta integrando e definendo“. Il programma è quindi sì sottoposto all’attenzione di chi sta votando online, magari per invogliarlo a dire “sì” al governo giallofucsia, ma è anche un modo per dire al Pd che eventuali trattative ulteriori non possono derogare da questa bozza concordata. Infatti, non a caso, fonti dem fanno sapere che “si tratta di una sintesi parziale di un lavoro più articolato, ancora oggetto del confronto tra le forze politiche e che sarà ultimato in giornata nel corso di un nuovo incontro a Palazzo Chigi tra i capigruppo e il premier incaricato Conte. Non è quindi il programma definitivo”.

I 10 punti iniziali diventano 26

Innanzitutto, va precisato che dai 10 iniziali fissati da Di Maio e poi raddoppiati a 20 sempre dal vicepremier (per questo criticato dal garante M5S Beppe Grillo) ora si è arrivati a 26 punti. In cima all’agenda troviamo la neutralizzazione dell’aumento dell’Iva, l’immigrazione, il taglio delle tasse, il taglio dei parlamentari, la riduzione dei tempi della giustizia civile, penale e tributaria, il completamento del processo dell’autonomia differenziata. L’ultimo punto poi è dedicato alla Capitale: “Il Governo dovrà collaborare per rendere Roma una capitale sempre più attraente per i visitatori e sempre più vivibile e sostenibile per i residenti“, si legge nella bozza. Un chiaro endorsement M5S-Pd al sindaco pentastellato Virginia Raggi. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i punti del programma di governo.

Economia: niente Flat tax, rispunta il salario minimo

Nella bozza si legge di “una manovra espansiva con la neutralizzazione dell’aumento Iva”, di una “riduzione delle tasse sul lavoro a vantaggio dei lavoratori”. Sparisce la Flat tax ma si fa cenno a un “abbassamento della pressione fiscale”. Ritorna il salario minimo garantito che faceva parte del contratto gialloverde.

“Green new deal” e abbattimento delle diseguaglianze

Il programma prevede “la rimozione di tutte le forme di diseguaglianza (sociali, territoriali, di genere)” (ricalcando parola per parola il discorso programmatico di Conte) e intende imprimere una svolta ambientalista, inserendo la protezione dell’ambiente fra i principi fondamentali della Costituzione.

Europa più solidale

Sul fronte della Ue si cambia passo (i 5 Stelle si piegano al Pd): si parla di dialogo con la Commissione. Perché “serve un’Europa più solidale, inclusiva, più vicina ai cittadini”.

Taglio dei parlamentari

Torna uno dei cavalli di battaglia del M5S, di concerto con i dem. La legge sulla riduzione del numero dei parlamentari, giunta alla quarta lettura, va approvata “alla prima seduta utile della Camera”.

Conflitto di interessi

Altro “tormentone” pentastellato: una “seria legge sul conflitto di interessi” e la riforma del sistema radiotelevisivo.

Riforma della giustizia

Inserita nella bozza la “riduzione tempi della giustizia civile e penale” e la riforma del Consiglio superiore della magistratura.

Immigrazione

Nel programma si parla di una “forte risposta” al problema dei flussi migratori, con una normativa che persegua la lotta al traffico illegale di persone e l’immigrazione clandestina ma che affronti l’immigrazione “seguendo le recenti osservazioni del capo dello Stato”. In soldoni, vanno emendati i decreti sicurezza in chiave più soft nei confronti delle Ong e di chi vuole sbarcare in Italia.

Autonomia differenziata

Si parla poi di “completare il processo di autonomia differenziata” ma “preservando il principio di coesione nazionale e di solidarietà”. L’Autonomia chiesta dai governatori leghisti, in sostanza, ma senza più la voce in capitolo della Lega al governo.

Concessioni autostradali

Tema molto a cuore dei 5 Stelle più oltranzisti, è quello di “avviare la revisione delle concessioni autostradali”.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

Franco COSTANTINI 4 Settembre 2019 - 8:13

Se, come disse il diversamente simpatico baffino, la Lega era una costola della sinistra, questi cosa sono, il loro buco di c***?

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