Roma, 9 feb – CasaPound per la prima volta in Parlamento. No, non è ancora il 5 marzo, ma oggi il candidato premier Simone Di Stefano, insieme ai candidati presidenti di Lazio e Lombardia, Mauro Antonini e Angela De Rosa, ha presentato alla Camera il programma elettorale intitolato “Una Nazione”. Al centro l’idea di un’Italia libera e sovrana: “Siamo l’unico movimento”, rivendica Di Stefano, “a dire a chiare lettere di volere l’uscita dall’Euro. Prima di entrare nell’euro, comprare una casa e metter su famiglia era alla portata di tutti, oggi questo è fantascienza. La sovranità è e resta il nostro primo punto”.

Determinante per il programma economico di CasaPound, l’intervento dello Stato a sostegno dell’economia. Per realizzare le proposte enunciate da Di Stefano è necessario svincolarsi da tutti i vincoli europei: “Il pareggio di bilancio in Costituzione sarà cancellato”, dice senza mezzi termini il candidato di CasaPound”, tutti i partiti hanno messo questo cappio al collo del popolo italiano con grande rapidità, mentre per altri provvedimenti come abolire i vitalizi sono spariti”. Dopo aver lanciato diverse stoccate alle forze politiche che “si preparano a sostenere una grande coalizione e un nuovo governo tecnico”, centrodestra in primis, Di Stefano parla delle effettive possibilità per CasaPound di entrare con una pattuglia di deputati in Parlamento: “Il voto del 4 marzo è solo il primo passo. Prenderemo il 3 per cento, supereremo lo sbarramento, e poi continueremo a crescere. Il tutto in piena democrazia e libertà”.

La presenza di CasaPound in Parlamento ha un valore simbolico, anche in risposta alle accuse che provengono soprattutto dal Pd, dove si chiede di non permettere a movimenti come CasaPound di presentarsi alle elezioni: “Non si capisce perché 70 anni dopo qualcuno parli di sciogliere un movimento come il nostro, che si è candidato grazie a una raccolta firme in tutto il Paese e segue tutte le regole della democrazia. Il ministro Minniti“, spiega Di Stefano, “deve garantire l’agibilità politica dei partiti che hanno raccolto le firme e si presentano alle elezioni. Oggi il rischio per la democrazia sono quegli idioti dei centri sociali che non si candidano, non si sa chi li manovra, eppure sfasciano e usano la violenza”.

Centrale nel programma di CasaPound il contrasto all’immigrazione, con la proposta di un “intervento militare in Libia” che suscita sempre molte polemiche a sinistra, dove si accusa il segretario di CasaPound di voler realizzare una sorta di neocolonialismo. “L’intervento dell’esercito italiano in Libia è l’unica vera soluzione per fermare gli sbarchi“, sostiene il segretario di CasaPound. Ma l’attivismo dell’Italia in Africa non dovrebbe limitarsi alla “quarta sponda”: “dovremmo andare in Africa e costruire strade, acquedotti, tutte quelle infrastrutture che mancano. E come manodopera utilizzare quei ragazzoni in forze che al momento sono parcheggiati nei centri d’accoglienza sul nostro territorio, a non fare nulla dalla mattina alla sera”. Netta anche la posizione sullo Ius Soli: “Per noi l’unico criterio per assegnare la cittadinanza è lo Ius Sanguinis e anzi, vogliamo inserire in Costituzione la possibilità di revocare la cittadinanza a quegli italiani da 2-3 generazioni che si macchiano di delitti gravi, come omicidio, stupri e terrorismo”.

Forte anche l’accento sulle politiche sociali. “Vogliamo rimettere gli italiani in cima alle graduatorie per casa, asilo, servizi”, spiega Di Stefano. “In più chiediamo l’istituzione del Mutuo Sociale, per garantire alle giovani coppie il diritto alla proprietà della casa, mentre con il Reddito Nazionale di Natalità vogliamo dare 500 euro al mese per ogni nuovo nato italiano. Invertire la rotta in campo demografico è fondamentale, nel 2080 saremo minoranza sul nostro stesso territorio e non possiamo rassegnarci all’estinzione”.

Davide Di Stefano

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8 Commenti

  1. Finalmente mi sono tesserato! Numero di tessera 4656! Nella rossissima e infestata Maremma noi siamo presenti, è dura nel nostro territorio ma siamo tanti e incazzati! ONORE a tutti noi…. unica speranza per la nostra ITALIA! Tricolori al vento e SPIANA TUTTO CIÒ CHE INGOMBRA

  2. Purtroppo la matematica ci condanna………se l’invasione continua e la denatalita’ delle famiglie italiane resta a questi livelli io purtroppo parlerei di 2050 come ” annus horribilis”…….. sfortunatamente per me, in quell’anno sarò polvere stellare per cui saranno i miei nipoti a vivere questo scempio………resta una piccola speranza, ovvero che uno sparuto gruppo di patrioti entri in un parlamento di pecore e conigli e ridia onore alla nostra patria.

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