Roma, 5 mar – Non solo Tav, legittima difesa e Autonomia delle regioni. Anche l’ipotesi di riapertura delle case chiuse spacca in due la maggioranza Lega-M5S.

La proposta del vicepremier Matteo Salvini di legalizzare la prostituzione attraverso la riapertura delle case per appuntamenti inizialmente aveva incontrato il parere favorevole di diversi esponenti del Movimento 5 Stelle.

Ora però molte donne tra le fila dei pentastellati hanno firmato una lettera per chiedere di non andare avanti con l’abrogazione dei primi due articoli della legge Merlin, quelli che riguardano la regolamentazione della prostituzione.

La lettera

La lettera, inviata al Messaggero, e sottoscritta da 66 esponenti del M5S, accusa Salvini: “La prostituzione non può essere utilizzata come uno slogan politico, è tema drammatico che necessita di rispetto, cautela e approfondimento”.

Tra i firmatari, spiccano i nomi del vicepresidente grillino del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo, e dei due eurodeputati Tiziana Beghin e Piernicola Pedicini.

La “fronda rosa”

Ma a prendere posizione contro le case chiuse, ci sono soprattutto le donne, parlamentari, consiglieri regionali e comunali: una “fronda rosa”, insomma.

Troviamo quindi la vicepresidente del gruppo M5S al Senato Alessandra Maiorino e la collega Bianca Laura Granato. E ancora Luisa Angrisani, Virginia La Mura e Michela Montevecchi.

Ma tra i senatori troviamo anche il già candidato ministro alla Salute oggi presidente della commissione Igiene, Pierpaolo Sileri, e l’ex consigliere regionale del Lazio, Gianluca Perilli. Tante le contrarie anche alla Camera: Doriana Sarli e Dalila Nesci, ma anche deputate vicine a Di Maio come Lucia Azzolina e Vittoria Baldino.

“No al business della prostituzione legale”

I firmatari sono contrari al “business della prostituzione legale in Paesi come Olanda e Germania, che ormai quindici o vent’anni fa scelsero la strada della legalizzazione della prostituzione e quindi della riapertura delle case chiuse” e che “stanno ora rapidamente tornando sui loro passi”.

I parlamentari pentastellati spiegano che Berlino è “oggi drammaticamente al primo posto in Europa come meta di traffico di esseri umani a fine di sfruttamento sessuale”.

Pertanto, il problema “non può essere risolto con una semplicistica legalizzazione che renderebbe di fatto quegli stessi sfruttatori, signori incontrastati” del business più antico del mondo.

Altra ragione della levata di scudi, l’ipotesi lanciata da Salvini non è prevista nel famoso contratto di governo.

5 Stelle indecisi: prima no, poi sì, poi ancora no

A metà gennaio il vicepremier Luigi Di Maio si era schierato contro la proposta. “Le case chiuse – aveva assicurato – non sono nel nostro programma. Siamo impegnati soprattutto contro la tratta delle prostitute”.

Al contrario però, il sì alla riapertura delle case chiuse era stato accolto dalla base dei 5 Stelle sulla piattaforma Rousseau. Tanto che fu la prima proposta di legge approvata dagli iscritti, poi tradotta in un ddl depositato nella scorsa legislatura, a firma della vicepresidente della Camera, Maria Elena Spadoni.

Di recente, le posizioni erano poi tornate a tendere verso il sì. “Aprire la discussione non farebbe assolutamente male“, aveva detto il sottosegretario M5S all’Interno Carlo Sibilia.

Sulla stessa linea anche il sottosegretario pentastellato alla Giustizia, Vittorio Ferraresi: “Noi non abbiamo preclusioni“.

Ora, con la lettera della “fronda rosa”, il quadro si complica.

Ludovica Colli

3 Commenti

  1. La Legge Merlin che abolito le case chiuse è stata un fallimento, perché ha solo gettato le prostitute nella strada senza risolvere il problema dello sfruttamento della prostituzione, che in Italia è ormai in mano alla criminalità organizzata straniera, in particolare albanese e nigeriana.

    Una norma cattocomunista che ha affrontato molto superficialmente una questione delicata come la prostituzione, che va invece affrontata in maniera seria, diligente e senza pregiudiziali ideologiche di ogni sorta.

  2. Al contrario, per le illuminate menti pentastellate, le ragazzine ,nigeriane o slave che siano, gettate dalla mafia africana e slava per le pubbliche vie sono sintomo di civiltà e progresso…….ma che cazzo di paese senza speranza e dignità. Ma ,a parte i miserabili comunistoidi, le pseudo femministe leccapiedi e altre amebe varie queste marziane chi le ha votate………..????……… ovviamente in Austria e Germania sono tutti impazziti.

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